Nasce DARE, un videogioco per sensibilizzare i giovani sulle cure palliative pediatriche e le malattie inguaribili

L’iniziativa

Nasce DARE, un videogioco per sensibilizzare i giovani sulle cure palliative pediatriche e le malattie inguaribili

di redazione

Zeno è un adolescente come tanti, nessun trauma, una vita tranquilla. Violetta è una ragazza affetta da una malattia neurologica incurabile. Casualmente si incontrano e diventano amici. Insieme lotteranno contro i pregiudizi della disabilità e della malattia inguaribile. Zeno e Violetta sono i protagonisti del videogioco  DARE, lo strumento innovativo ideato dalla Fondazione Maruzza per sensibilizzare i più giovani sulle patologie inguaribili e sulle cure palliative pediatriche presentato al convegno della Società Italiana di Cure Palliative, in corso a Rimini dal 18 al 20 novembre. L’applied game, disponibile gratuitamente per Android sulla piattaforma Google Play, presenta diversi livelli di difficoltà e l’utente dovrà combattere contro un nemico agguerrito e onnipresente: l’avatar del pregiudizio. Lo strumento parla il linguaggio dei ragazzi e li incoraggia ad essere aperti allo scambio e a non farsi spaventare dalle emozioni, anche negative, che possono emergere nell’incontro con un coetaneo ammalato. Il gioco, infatti, mostra come superando paure e pregiudizi sia possibile scoprire la profondità di valori universali come l’amicizia e il coraggio. 

«Vogliamo creare una narrazione delle malattie inguaribili che le faccia uscire dall’invisibilità. Di fronte a ragazzi con problemi di salute molto seri e complessi è normale non sapere come comportarsi, come comunicare. La loro realtà è fatta di terapie e assenze da scuola ma come tutti gli altri ragazzi hanno bisogno di socialità, relazioni, scambi, normalità. La necessità di ricoveri, l’assistenza domiciliare, le limitazioni impediscono preziose opportunità di sviluppo, di gioco ed esperienza del sé necessari ad una buona qualità di vita», spiega Elena Castelli, segretario generale della Fondazione.

In Italia sono 30mila i minori affetti da patologia inguaribile. Eppure, le cure palliative pediatriche sono poco riconosciute come strumento in grado di alleviare le sofferenze e garantire qualità alla vita dei minori malati. 

«Il minore deve sapere nel modo più corretto e sensibile e deve confrontarsi con i suoi coetanei in maniera precisa e convincente. Lo strumento del videogioco oggi si presta in maniera fantastica perché in grado di dare con impegno e divertimento messaggi molto significativi sulle malattie, sulle cure e sulle difficoltà del percorso terapeutico», commenta Momcilo Jankovic, pediatra, oncologo, direttore Area Psicosociale, Università di Milano-Bicocca, Fondazione MBBM, Monza.