Nasce la prima scuola di formazione Ail per i volontari

Terzo settore

Nasce la prima scuola di formazione Ail per i volontari

di redazione

Formare volontari consapevoli e competenti, capaci di affrontare e risolvere le più diverse situazioni restando sereni.

È questo l'obiettivo della Scuola nazionale di formazione per volontari, la prima dell'Ail, l'Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma, presentata martedì 6 ottobre.

«La cura del benessere del volontario è la cura del benessere dell’Associazione» dice Sergio Amadori, presidente nazionale Ail. «L’organizzazione vuole che i suoi volontari siano sereni e responsabili – prosegue - vuole accrescere la cultura del dono solidale e potenziare le fila dei suoi volontari. Mettere a punto programmi di formazione specifici e linee guida omogenee da nord a sud del Paese è la strategia vincente. La Scuola nasce dopo un lungo lavoro, grazie all’esperienza maturata dai volontari più esperti e dalle competenze delle psicologhe Ail. Vogliamo che essa diventi punto di riferimento per quanti desiderano avvicinarsi alla nostra organizzazione e che consenta quell’ulteriore salto di qualità che oggi è richiesto al Terzo settore».

Un pianeta, quello del Terzo settore, che conta 350 mila organizzazioni che danno lavoro a oltre un milione di persone, quasi 6 milioni di donne e uomini che si prestano volontariamente e gratuitamente a chi è nel bisogno, genera un valore di 80 miliardi di euro.

«Il volontariato ha una vocazione nascosta che è quella di affermare e diffondere dentro la società di cui è parte quel principio di fraternità e di reciprocità che lo contraddistinguono – sostiene Stefano Zamagni, presidente della Pontificia Accademia delle politiche pociali – non basta dire “solidarietà”».

Il programma di studio della Scuola Ail comprende tre giornate di lavoro ogni due settimane, una formazione di base tenuta da volontari esperti, da psicologi e personale sanitario e, per i più giovani giovani, incontri formativi, colloqui e tutoraggio con supervisione delle attività.

«È un lavoro complesso e molto delicato quello del volontario – osserva Giuseppe Toro, presidente Ail Palermo-Trapani e responsabile della Scuola – il cui ruolo è cresciuto nel tempo; si capisce allora come tutto questo debba essere affrontato non solo spinti dalla leva umanitaria e dalla solidarietà ma supportato da una certa professionalità. Il volontariato non è più improvvisazione».

«Il nostro lavoro è cercare di “tradurre la scienza in vita” – commenta Alberto Stanzione, direttore dell'Oncologia di Pfizer Italia, l'azienda che sostiene il progetto – ed è per questo che è un grande onore essere al fianco di Ail con la Scuola nazionale di formazione del volontariato, che attraverso le migliaia di volontari che ogni giorno si attivano, spendono il loro tempo, le proprie risorse e capacità per permettere a tante persone malate e ai loro cari di sperare nel cambiamento più importante per loro: quello di tornare ad avere una vita normale».