Novartis sotto accusa. Avrebbe gonfiato i prezzi dei vaccini

L'indagine

Novartis sotto accusa. Avrebbe gonfiato i prezzi dei vaccini

Nei giorni scorsi i Nas nelle sedi di Origgio e Siena. L'ipotesi di reato è truffa aggravata ai danni dello Stato

di redazione

A poco più di tre mesi dall’esplosione della bufera su Avastin e Lucentis, l’azienda farmaceutica svizzera Novartis è di nuovo nell’occhio del ciclone.

Questa volta, è accusata dalla procura di Siena è di aver artatamente gonfiato i prezzi del vaccino contro la pandemia A/H1N1 nel 2009 «“spuntando” così un maggior indennizzo ai danni del Ministero della Salute» con un potenziale danno all’erario di 16 milioni di euro. 

Nei giorni scorsi le sedi dell’azienda, a Origgio, nei pressi di Varese, (Novartis Farma S.p.A.) e Siena (Novartis Vaccines and Diagnostics srl), sono state oggetto di perquisizioni da parte dei Carabinieri dei Nas, ispettori dell’Agenzia delle Entrate e personale della Polizia Postale « tese a comprovare una truffa ai danni dello Stato nel campo farmaceutico».

L’ipotesi di reato, fanno sapere i Nas, è truffa aggravata ai danni dello Stato contestata all’amministratore delegato e legale rappresentante della Novartis Vaccines and Diagnostics srl. La società, a sua volta, è accusata  di illeciti amministrativi. 

L’indagine parte da una «verifica fiscale eseguita dall’Agenzia Entrate nei confronti della società farmaceutica Novartis Vaccines and Diagnostic Srl» da cui «emergono evidenti profili d’illiceità fiscale afferenti un fenomeno di trasfer pricing infragruppo, finalizzato all’accrescimento artefatto dei costi di produzione di vaccini adiuvati con MF59», spiegano ancora i carabinieri dei Nas.

Per effetto del meccanismo triangolare della sovrafatturazione infragruppo delle spese per l’acquisto del principio attivo MF59, si contesta alla società di aver gonfiato il costo dell’adiuvante del 500% (3.964 euro al litro invece di 660 euro al litro) “spuntando” così un maggior indennizzo ai danni del ministero della Salute che, in sede di transazione, ha corrisposto oltre 2 milioni e settecento mila euro in più, relativamente al solo vaccino per l’AH1N1, a fronte di un esborso complessivo di quasi 20 milioni di euro a titolo transattivo. Peraltro, lo stesso prezzo pattuito di 7 € a dose risente dell’incremento artificioso del prezzo dell’adiuvante, per cui il danno per l’Erario potrebbe essere di oltre 16 milioni di euro, pari al differenziale tra il prezzo rettificato moltiplicato il numero di dosi acquistate (12.2677.296,00)». È invece in fase di accertamento «la stima per il danno provocato dal sovraprezzo applicato ai vaccini influenzali stagionali».

La vicenda scaturisce nella primavera del 2009. L’A/H1N1 non accenna a placarsi. L’Organizzazione mondiale della sanità dichiara lo stato di pandemia. I paesi mettono in atto i Piani per far fronte all’emergenza. 

Ecco la cronaca di quei giorni nelle parole dei Nas: «Viene così istituita un’Unità di crisi presso il ministero della Salute che dai propri lavori, stima la necessità di provvedere alla vaccinazione individuando i soggetti a rischio, conclusioni che vengono fatte proprie dall’allora Governo, il quale con apposite Ordinanze conferisce mandato al direttore generale della Prevenzione Sanitaria del ministero di approvvigionarsi con urgenza del vaccino, sottoscrivendo quindi un contratto con l’azienda Novartis pattuendo l’acquisito di 24 milioni di dosi di vaccino pandemico per il virus A/H1N1 per un ammontare complessivo di € 184.800.000». 

La bolla pandemia presto si sgonfia.

«All’inizio del 2010, scongiurato l’infausto evento pandemico, circoscritto ad un solo caso nel territorio italiano, il ministero della Salute richiese a Novartis d’interrompere la fornitura di oltre 12 milioni di vaccini, non ancora prodotti, per un controvalore di € 97.615.179. Intentato da Novartis un ricorso al TAR competente, il Ministero avvia la pratica negoziale per una composizione extragiudiziale della questione, conclusasi con la firma di una transazione. La procedura di indennizzo dovuto alla casa farmaceutica per la mancata produzione delle dosi residue, si conclude nel 2012 con un accordo che fissa il corrispettivo nella misura di € 19.892.254: prezzo comprensivo, per l’appunto, del costo “gonfiato” dell’adiuvante», concludono i Nas.

L’azienda, dal canto suo si difende: il nostro «operato è - ed è sempre stato - improntato al pieno rispetto della legge e delle disposizioni vigenti. Novartis rinnova la sua disponibilità a collaborare pienamente con le autorità competenti, verso le quali nutre la massima fiducia», ha fatto sapere in una nota.