Una nuova conferma per il vaccino Astrazeneca. Riduce del 79% il rischio di Covid sintomatico e del 100% le forme gravi

Il trial

Una nuova conferma per il vaccino Astrazeneca. Riduce del 79% il rischio di Covid sintomatico e del 100% le forme gravi

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Immagine: gencat cat, CC0, via Wikimedia Commons
di redazione

Non sono ancora disponibili i dati completi, ma le anticipazioni fornite questa mattina da AstraZeneca in una nota confermano l’altissima efficacia del vaccino commercializzato dall’azienda anglo-svedese che è capace di prevenire il 79 per cento dei casi di Covid sintomatico e il 100 per cento delle forme gravi di malattia. 

I dati arrivano dal trial di fase III D8110C00001 che sta valutando il vaccino su più di 34 mila volontari in Usa, Cile e Perù. 

L’efficacia del vaccino non sembrava in nessun modo essere influenzata dall’età. Inoltre sono risultati tranquillizzanti anche i dati relativi alla sicurezza. 

Il comitato indipendente per il monitoraggio della sicurezza dei dati non ha identificato problemi di sicurezza relativi al vaccino. Inoltre ha condotto una revisione specifica degli eventi trombotici e della trombosi del seno venoso cerebrale (le patologie che nei giorni scorsi hanno fatto finire il vaccino AstraZeneca nell’occhio del ciclone) senza riscontrare un aumento del rischio tra i partecipanti alla vaccinazione.

«Questi risultati riconfermano i risultati precedenti osservati negli studi AZD1222 in tutte le popolazioni adulte, ma è entusiasmante vedere risultati di efficacia simili nelle persone di età superiore ai 65 anni per la prima volta», ha detto Ann Falsey, Professore di Medicina dell’University of Rochester School of Medicine e tra i coordinatori dello studio che non escludono che il vaccino possa riservare altre sorprese in positivo. 

La sperimentazione è infatti stata condotta somministrando le due dosi a quattro settimane di distanza una dall’altra. Precedenti ricerche avevano però dimostrato che un intervallo prolungato fino a 12 settimane era in grado di offrire una maggiore efficacia. Se così fosse la somministrazione ritardata della seconda potrebbe garantire una protezione più ampia.