Online i video-racconti sul tumore ovarico con la narrazione di Claudia Gerini

La Campagna

Online i video-racconti sul tumore ovarico con la narrazione di Claudia Gerini

di redazione

Sara e Monica sono due donne diverse per carattere, stile di vita, interessi, ma che affrontano la stessa malattia, il tumore ovarico. Monica presenta una mutazione genetica di tipo BRCA1, Sara ha una forma non mutata di malattia.

Le loro vite parallele sono il fil rouge dei sei video-racconti della Campagna di sensibilizzazione “Tumore Ovarico, manteniamoci informate!” che dal 9 luglio vengono rilasciati con cadenza quindicinale sul sito web www.manteniamociinformate.it e sui profili Facebook e Instagram della Campagna.

I video-racconti, diretti da Paola Pessot, portano all’attenzione dello spettatore frammenti straordinari di vita legati all’esperienza delle protagoniste, interpretate da Laura Mazzi e Francesca Della Ragione, con il volto e la voce narrante della testimonial Claudia Gerini.

La Campagna è promossa da Fondazione Aiom insieme ad Acto Onlus, Loto Onlus, Mai più sole e aBRCAdabra con il sostegno incondizionato di GSK, che nei prossimi mesi porterà avanti una serie di attività online, campagne social ed eventi sul territorio nazionale.

In Italia ogni anno oltre 5.200 donne ricevono una diagnosi di tumore ovarico, uno dei più aggressivi tumori femminili. A causa di sintomi aspecifici o non riconosciuti, in circa l’80% dei casi la malattia viene diagnosticata in fase già avanzata.

«Lo scenario è in evoluzione – osserva Stefania Gori, presidente della Fondazione Aiom – uno dei progressi più importanti è la possibilità di utilizzare, in fase di mantenimento dopo la chemioterapia, terapie orali con i PARP inibitori, che hanno aumentato in modo significativo la possibilità di prolungare il tempo libero da progressione di malattia nelle donne con mutazione BRCA. Finalmente, adesso i PARP inibitori possono essere utilizzati anche nelle pazienti “senza” mutazione BRCA, che rappresentano ben il 75% del totale e che fino a poco tempo fa avevano poche alternative terapeutiche». Ma tre pazienti su quattro senza mutazione BRCA in recidiva non sono in terapia di mantenimento con un PARP inibitore o non lo ricevono in modo tempestivo.

Purtroppo per il tumore ovarico non esistono ancora strumenti validi di prevenzione o di screening. In un 30% circa di pazienti questo tumore è ereditario, dovuto a una mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2. Avere questa mutazione, come ricorda Domenica Lorusso, della Ginecologia oncologica del Policlinico Gemelli di Roma, «rappresenta un importante fattore di rischio per la malattia. Grosso modo, nell’altro 70% dei casi questo tumore è sporadico, quindi, insorge in assenza di cause ereditarie specifiche. È probabile che nel giro di qualche anno questi numeri si assottiglieranno lievemente e il 30% guadagnerà terreno perché oggi sappiamo che accanto ai più conosciuti geni BRCA1 e BRCA2, esiste tutta un’altra serie di geni che possono contribuire all’ereditarietà del tumore ovarico».

Essere portatrici di queste mutazioni non equivale però a ereditare o ad avere un tumore, ma ad avere un rischio maggiore di sviluppare alcune neoplasie, rispetto alle persone non mutate. Attraverso il test genetico è possibile sapere, quindi, se si ha una familiarità o una predisposizione genetica ereditaria al tumore ovarico.

La Campagna e i video-racconti vogliono essere una call-to-action per tutte le donne a mantenersi informate, ad accrescere la loro consapevolezza sul tumore ovarico e per contribuire a consolidare la narrazione di questa patologia.

«Noi crediamo molto nell’educazione, nella prevenzione, che significa fare cultura, creare consapevolezza nelle persone per far sì che momenti a volte ineluttabili della propria esistenza, come può essere una malattia oncologica, vengano visti, scoperti, diagnosticati per tempo» assicura infine Sabrina de Camillis, Head of Government Affairs & Communications di GSK: «Per questo abbiamo deciso di partecipare e di essere l’unica azienda a supportare questa iniziativa».