Organon Italia lancia “un’alleanza virtuosa” per l’empowerment femminile

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Organon Italia lancia “un’alleanza virtuosa” per l’empowerment femminile

di redazione

Tra le grandi sfide della salute globale, oltre alla croncità e sostenibilità, ci sono anche la salute femminile e la parità di genere.

Sfide in cui si è impegnata anche Organon, azienda che ha messo al centro la salute femminile e promuove un’alleanza per accelerare l’empowerment delle donne e superare ritardi e ostacoli in tema di salute riproduttiva.

Il tema della salute femminile è considerato cruciale in tutti gli scenari, anche per le sue ricadute sull’economia: secondo una ricerca condotta dall’Organizzazione mondiale della sanità, un’adeguata gestione della salute delle donne potrebbe contribuire con 12 trilioni di dollari al Pil globale nel 2040. Ogni dollaro speso in interventi per la salute riproduttiva, materna, neonatale e infantile, può generare venti dollari in benefici economici.

Dopo il lancio ufficiale avvenuto lo scorso giugno, martedì 14 settembre Organon Italia si è confrontata a Roma con i principali stakeholder nel corso di un evento dedicato alle sfide socio-sanitarie dei prossimi anni: parità di genere e salute femminile, sostenibilità, cronicità.

«La nostra aspirazione è quella di essere, qui e ora, per la salute di ogni donna, in ogni fase della sua vita, della sua famiglia e della comunità cui appartiene» assicura Alper Alptekin, presidente e amministratore delegato di Organon Italia. «Le priorità cardine delle agende politico-istituzionali sono le nostre stesse priorità: siamo pronti a lavorare insieme alle Istituzioni in un modello virtuoso di partnership pubblico-privata – spiega Alptekin - offrendo soluzioni terapeutiche e servizi innovativi per l’empowerment femminile in materia di salute riproduttiva, ascoltando al tempo stesso e cercando di rispondere ai più pressanti bisogni di salute che ancora oggi interessano tante donne in Italia e nel mondo».

La necessità di accelerare gli interventi per la tutela della salute delle donne nasce anche dai danni della pandemia da Covid-19.

Oltre all’impatto diretto sull’occupazione femminile (secondo l'Istat, in Italia su 101 mila occupati in meno, 99 mila sono donne), la ridotta capacità operativa delle strutture deputate (Consultori, Unità ginecologiche pubbliche) ha determinato una drastica contrazione dei servizi di tutela e cura della salute della donna: -54% di esami ginecologici, -34% nuovi trattamenti, circa 130 mila cicli contraccettivi in meno e un aumento medio di 45 giorni di attesa per una visita ginecologica.

In Italia, inoltre, ostacoli di natura culturale e organizzativa rallentano la promozione della salute delle donne e la piena valorizzazione del contributo femminile alla società.

La carenza di informazioni sulle possibili scelte contraccettive e la quasi totale assenza di programmi educazionali sull’argomento, per esempio, limita l’accesso alla contraccezione, limitata ad appena il 16% delle donne in età fertile, cifra che relega il nostro Paese al 26° posto in Europa.

L’emergenza Covid ha peggiorato anche lo scenario della natalità: gli ultimi dati Istat mostrano, per il 2021, un calo del 3,8% delle nascite rispetto al 2020, nuovo minimo storico di nascite dall'Unità d'Italia. Un calo determinato non solo dalla pandemia, che ha provocato il completo lockdown dei Centri di Procreazione medicalmente assistita per oltre cinque mesi (-1.500 nuovi nati con queste tecniche) ma anche dal ricorso tardivo delle coppie a questi Centri a causa dei crescenti problemi di fertilità, che in Italia oggi interessano circa il 20% delle coppie rispetto al 10% di circa venti anni fa.

I ritardi culturali pesano anche sui comportamenti di prevenzione rispetto all’aumento dell’aspettativa di vita che per le donne è di 84-85 anni: una donna trascorre in menopausa circa trent'anni, ma solo il 7% delle italiane ricorre alla terapia ormonale sostitutiva per trattare i sintomi e prevenire le complicanze cardiovascolari sul lungo periodo.

Su tutti questi fronti Organon si candida a lavorare in partnership con le Istituzioni, grazie a un portfolio che ai farmaci per la salute femminile affianca soluzioni terapeutiche sostenibili e di consolidata efficacia nella gestione delle patologie croniche a più alto impatto sociale e prodotti biosimilari in ambito oncologico per garantire l’accesso alle cure e alle terapie salvavita a tutti i pazienti che ne hanno bisogno.

Peraltro Organon Italia promuove la parità di genere con una forte presenza “al femminile” al suo interno: sugli oltre 250 dipendenti che ha in Italia, quasi la metà sono donne. Inoltre, il Team di Leadership è composto al 70% da donne e il Consiglio d’amministrazione è al femminile per il 50% della sua composizione, contro una media italiana del 33%.