Gli ortopedici: «La riforma del Pronto soccorso manca di visione globale»

Gli ortopedici: «La riforma del Pronto soccorso manca di visione globale»

redazione

La riforma del Pronto soccorso «così come è stata pensata è priva di una visione globale del sistema di accesso agli ospedali e del trattamento completo paziente». Ad affermarlo è Michele Saccomanno, presidente del sindacato degli ortopedici Nuova Ascoti.

Per Saccomanno «non si può non tenere conto, nell’ottica di una radicale “ristrutturazione” dei Pronto soccorso, di tre fattori che noi ortopedici riteniamo fondamentali, come il personale, tecnologie e luoghi dedicati. Senza questi tre elementi, non si può immaginare che il paziente starà meno tempo al pronto soccorso».

Il presidente del sindacato ritiene quindi necessario prevedere «una via differenziata per il ricovero ordinario medio-grave e il ricovero d’urgenza. Non si possono bloccare le tecnologie sull’urgenza tenendo gli altri pazienti in attesa per 24 ore. Bisogna confrontarsi con i medici che sono sul fronte e non pianificare riforme a tavolino senza ascoltare i medici e tutte le componenti interessate».

Inoltre, «serve rivalutare anche i tempi del turn over delle degenze ospedaliere e degli stessi posti-letto. Di questo passo – avverte infine Saccomanno - rischiamo di mettere una toppa peggiore del buco».