Un patto tra le professioni per il governo dell'innovazione

Imaging

Un patto tra le professioni per il governo dell'innovazione

di redazione

Gare centralizzate che spesso innescano il meccanismo psicologico dei “saldi di stagione”, acquisti talvolta ingiustificati di macchinari complessi, sistemi di imaging sempre più innovativi che richiedono un nuovo "patto professionale" tra clinici, professionisti e operatori: sono questi i temi emersi dal workshop Imaging ecografico oggi: acquisizione e gestione, campi di applicazione ed innovazione tecnologica, proposto dall'Associazione italiana ingegneri clinici a Matera il 7 e 8 luglio scorsi.

«L'innovazione in ambito di imaging ecografico è un tema complesso - osserva Lorenzo Leogrande, presidente Aiic - fortemente competitivo, estremamente delicato per chi vuole assicurare alta qualità diagnostica al Ssn, assicurando una gestione equilibrata degli investimenti. Per questo occorre convergere su una dotazione di competenze professionali in grado di gestire il governo delle tecnologie, della loro effettiva qualità, del loro dimensionamento, della loro implementazione».

Lo scenario così dinamico deve confrontarsi anche con il tema dell'obsolescenza dei macchinari esistenti, visto che, come sottolineato da Fernanda Gellona, direttore generale di Assobiomedica, in Italia l'età media delle circa 32 mila macchine per ecografia esistenti è di 6,1 anni e oltre la metà ha più di cinque anni.

Ecco allora il possibile "patto tra le professioni" lanciato a Matera di cui Aiic e Siumb (Società di medicina basata su ultrasuoni) potrebbero essere i primi promotori: «La collaborazione tra ingegneri clinici e radiologi – dice Stefania Speca, presidente Siumb - ė sicuramente il primo passo per un nuovo punto di vista con cui guardare il sistema delle tecnologie avanzate in ecografia».