Un podcast per spezzare il silenzio sull'Hiv

L'iniziativa

Un podcast per spezzare il silenzio sull'Hiv

di redazione

Nessuno parla più di Hiv e Aids? Ecco allora un'iniziativa che, alla vigilia della Giornata mondiale dell'Aids, intende rompere il silenzio attraverso il racconto delle emozioni e delle storie, con i ricordi di questi anni di virus vissuti dai protagonisti.

Quelli di chi questi trenta anni di Aids li ha vissuti. Si chiama Hiv ai tempi del silenzio ed è un podcast in tre puntate voluto dalle Associazioni Nadir, Nps e Plus insieme a MSD Italia, con la supervisione scientifica della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit). Ricordi, esperienze ma soprattutto emozioni, direttamente dai protagonisti. Voci guidate dalla voce di Pino Insegno che racconta e accompagna. Le puntate si possono ascoltare o scaricare sul sito www.hivaitempidelsilenzio.it.

«Chi, come me, ha vissuto da medico, ma anche da volontario attivo nelle associazioni, tutta la storia dell’Aids – ricorda Massimo Galli, professore di Malattie infettive all'Università di Milano e past president Simit - sa bene che molti fatti e concetti riguardanti l'Hiv non sono affatto scontati nella testa delle persone. Quando un tema perde attenzione, tende a essere relegato nell’ambito dei rumori di fondo, delle cose che interessano sempre meno e si conoscono sempre peggio. Non stupisce che un argomento reso crepuscolare come Hiv/AIds sia sparito dall’orizzonte di molti. Le persone più giovani che appartengono alle cosiddette popolazioni chiave, quelle dove la possibilità di infettarsi è più elevata, non hanno visto direttamente la morte e la sofferenza che la malattia è in grado di causare. E spesso il “tanto caso mai c’è la cura” può diventare fuorviante, portandole a usare minor attenzione nei rapporti. È invece importante tornare a parlare di Hiv in tutta la sua attualità di infezione ancora in grado di essere trasmessa, in Italia, ad almeno sette persone ogni giorno. Prevenzione, informazione, rimozione dello stigma. Credo ce ne sia d’avanzo per sottolineare l’importanza di un podcast come Hiv ai tempi del silenzio».

«Sono trent'anni che combattiamo il virus – interviene Nicoletta Luppi, presidente e amministratore delegato di MSD Italia - sempre con la stessa determinazione. E gli importanti successi raggiunti grazie alle terapie innovative ci danno la forza e l’entusiasmo di guardare al futuro con ottimismo. Vogliamo sconfiggere il virus, sogniamo una generazione libera dall’Hiv e sappiamo che, perché questo diventi possibile, è importante non abbassare la guardia sulla prevenzione, insistere sull’importanza dei test e sull’inizio più precoce possibile della terapia. Ma soprattutto, per sconfiggere l’Hiv bisogna parlarne, bisogna conoscerlo». Ed è «con le parole – sostiene Luppi - quelle giuste, che si cancella l’indifferenza, si infrangono i pregiudizi, si aiuta a combattere la malattia».

Hiv ai tempi del silenzio è un racconto lungo trent'anni ma non è la storia del virus. Racconta le emozioni di ieri e quelle di oggi, racconta come era vivere da sieropositivo quando la diagnosi era una condanna a morte e come sia possibile adesso, grazie alle terapie, amare, invecchiare, vivere.

1^ puntata- Amarsi non è mai discordante. Tra gli anni Ottanta e Novanta l’Hiv fa la sua comparsa e cambia il modo di vedere la vita, di fare l’amore, di vivere il sesso. La diagnosi è una condanna a morte. I sieropositivi sono da tenere lontani, figurarsi potersene innamorare. Oggi, invece, le coppie sierodiscordanti sono una realtà anche nel nostro Paese. E le loro storie parlano d’amore e di sesso e di vita come quelle di tutte le coppie. Insieme a Massimo Galli, Miki Formisano, vicepresidente di NPS Italia onlus e la sua compagna Marilena una puntata dedicata al tema dell’amore.

2^ puntata – L’Hiv ha i capelli bianchi. Gli anni Novanta sono quelli della svolta, delle terapie che finalmente funzionano, ma sono anche quelli in cui inizia la fake news che il virus sia stato sconfitto. Per la prima volta si può iniziare a sperare che la diagnosi non sia una condanna senza appello. E così ci sono sieropositivi oggi, dai capelli bianchi, che grazie alle terapie hanno cronicizzato la malattia. Invecchiare con l’Hiv adesso non è una speranza, è una realtà. Purché si inizino presto le terapie. Accanto a Massimo Galli, Filippo von Schloesser, presidente di Nadir Onlus per una puntata che parla di una qualità di vita senza età.

3^ puntata – E adesso rompiamo il silenzio. Si affacciano gli anni Duemila e di Aids non si muore più. E se si segue una terapia efficace non si è più contagiosi. È la vera rivoluzione di questi ultimi anni. Ma l’Hiv non è stato sconfitto. Come è cambiata la percezione del virus in questi anni tra i maschi che fanno sesso con maschi? Insieme a Massimo Galli, Sandro Mattioli, presidente di Plus persone Lgbt sieropositive onlus e Giulio Maria Corbelli, vicepresidente di Plus in un viaggio tra passato e presente, per raccontare l’Hiv ai tempi del silenzio nella comunità omosessuale.

Hiv ai tempi del silenzio è anche un sito web. www.hivaitempidelsilenzio.it: a questo indirizzo si possono ascoltare e scaricare le tre puntate del podcast. Ma il sito è anche un luogo dove informarsi, dove saperne di più sull’Hiv/Aids e dove poter trovare anche i link a tutte e tre le Associazioni.

Il podcast Hiv ai tempi del silenzio è stato ideato e realizzato da Argon Media con la collaborazione tecnica di Kea Sound di Roma.