La proposta della Società di gastroreumatologia: «La dieta diventi atto medico»

Il Congresso

La proposta della Società di gastroreumatologia: «La dieta diventi atto medico»

di redazione

In un solo anno sono stati pubblicati circa 17.540 lavori scientifici sul ruolo del microbiota, la flora batterica che abita nel nostro intestino, e il suo ruolo nell’insorgenza e nel peggioramento di numerose malattie.

È noto infatti che alterazioni quantitative del numero di batteri e qualitative in termini di ceppi, ovvero la disbiosi, abbiano un ruolo importante anche nelle malattie infiammatorie in genere e in quelle reumatiche in particolare.

«La disbiosi ha numerosi effetti casuali come l’alterazione dell’integrità della mucosa di rivestimento intestinale, perchè danneggiata o a causa di una ridotta espressione di particolari proteine» spiega Michele Maria Luchetti, professore di Medicina interna all’Università Politecnica delle Marche, nel suo intervento al Congresso della Società italiana di gastroreumatologia tenutosi a Roma nello scorso weekend. «L’alterazione della mucosa – prosegue - a sua volta la rende permeabile consentendo la diffusione dei batteri nella circolazione sanguigna. Ciò determina a cascata l’attivazione del sistema immunitario e la produzione di autoanticorpi che determinano una attivazione dell’infiammazione sistemica e locale a livello articolare con aumento dei livelli delle citochine chiave nella patogenesi delle spondiloartriti, come TNF-alfa e le interleuchine IL 17 e IL23».

Si tratta di una vera e propria “catena patogenetica” che può essere controllata a monte con una attenzione particolare proprio a questo raffinato sistema intestinale, con beneficio per molte altre condizioni e comorbidità. Negli ultimi due anni numerosi lavori hanno dimostrato come la dieta, che oltretutto è un fattore di rischio modificabile, abbia un ruolo fondante nell’integrità, l’equilibrio e la salute del microbiota.

Ecco allora che accanto alle prescrizioni farmacologiche diventa opportuno dare indicazioni sul regime alimentare che non si limitino a consigli generici, ma facciano parte della terapia: «Una strategia capace di mantenere il microbiota in equilibrio, garantire l’integrità della mucosa intestinale e prevenire lo sviluppo dell’infiammazione a livello delle articolazioni. Benefici a cui si aggiunge l’aumento dell’efficacia di alcune terapie con farmaci biologici» conclude Bruno Laganà, presidente della Sigr.