Quando le parole non bastano. Una campagna per riconoscere e non sottovalutare la depressione

La campagna

Quando le parole non bastano. Una campagna per riconoscere e non sottovalutare la depressione

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Una delle immagini della campagna “La Depressione non si Sconfigge a Parole”
di redazione

È un classico. Quando qualcuno si trova in un momento di difficoltà, c’è sempre un familiare, un amico, un collega che lo incita con suggerimenti come “Dai, tirati su!”, “Prova a reagire””, “Esci e vedi come ti riprendi!”. 

Impegno comprensibile, ma a volte completamente sbagliato: ci sono volte, infatti, in cui chi ascolta queste esortazioni non si trova di fronte ad una momentanea difficoltà, non è semplicemente triste o sfiduciato: è depresso. E la depressione è una malattia, non un semplice stato d’animo.

Nasce dalla necessità di diffondere questa presa di coscienza la campagna “La Depressione non si Sconfigge a Parole” promossa da Janssen Italia che punta a raggiungere e sensibilizzare insieme a clinici, società scientifiche e associazioni di pazienti, il milione e mezzo di italiani affetti da depressione e gli oltre 4 milioni di caregiver entro la fine del 2021, al fine di aiutarli a riconoscere e affrontare con il giusto supporto e trattare con gli strumenti più adeguati una patologia così complessa e impattante.

Tre milioni di malati

La depressione, «tra le prime cause di disabilità a livello mondiale», secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sommando tutte le sue forme, colpisce nel nostro Paese di 3 milioni di persone, con una netta prevalenza nel genere femminile (2 milioni). La depressione maggiore, una tipologia particolarmente grave della patologia, interessa 1 milione di malati: di questi, solo la metà ottiene una diagnosi ed il trattamento appropriato. 

Inoltre, più di 130.000 pazienti non rispondono ai trattamenti tradizionali nonostante una corretta aderenza alle terapie, somministrate a dosi e con tempi adeguati: in questi casi si parla di depressione resistente al trattamento e purtroppo non vi sono ad oggi opzioni terapeutiche risolutive per le persone che soffrono di questa grave patologia. 

Due dati drammatici testimoniano il rischio di una mancata presa in carico di questa patologia: in Europa il 60% dei suicidi viene commesso da persone che soffrono di depressione e il 15-20% di tutti i malati di depressione tenta il suicidio. 

Anche l’impatto economico della malattia è molto rilevante: si stima che in Italia il costo sociale della depressione, in termini di ore lavorative perse, sia complessivamente pari a 4 miliardi di euro l’anno, con i pazienti affetti da depressione resistente ai trattamenti che perdono mediamente 42 giornate di lavoro all’anno, circa 1 giorno a settimana. A questi costi si aggiungono quelli legati ai caregiver, anch’essi elevati, tenendo conto che per ogni paziente sono coinvolti almeno 2-3 familiari ed un altrettanto rilevante costo diretto, che in media varia dai 4.913€ per paziente con depressione per arrivare ai 5.555€ per gli affetti da depressione resistente.

«La depressione è una malattia ancora sommersa che colpisce sempre più persone e ha registrato con il Covid-19 un’intensificazione preoccupante», ha affermato l’Onorevole Beatrice Lorenzin. «È importante comunicare la malattia mentale in modo differente, pensando al contesto relazionale in cui è inserito il paziente, dalla famiglia all’intera società, perché non riguarda soltanto il malato. Il linguaggio è uno strumento importante per evitare, da una parte, la demonizzazione della malattia mentale, dall’altra per scongiurarne la banalizzazione».

Non bastano le parole

La nuova campagna si avvale del patrocinio sia delle Società Scientifiche - SIP, Società Italiana di Psichiatria, SINPF, Società Italiana di Neuropsicofarmacologia, SIPS, Società Italiana di Psichiatria Sociale, SIMG, Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie - che dei rappresentanti dei pazienti - Osservatorio ONDA, Progetto Itaca Onlus e Cittadinanzattiva APS.

Nell’iniziativa, che si avvale anche della pagina Facebook abcdepressione e del sito web abcdepressione.it) è coinvolto inoltre il Trio Medusa, a cui è affidato il compito, attraverso i propri account social, di catturare l’attenzione e sensibilizzare un pubblico vasto ed eterogeneo. 

«Ci ha subito colpiti l’originalità del linguaggio scelto da questa campagna e il modo potente in cui rappresenta il contrasto, la distanza tra le parole e il vissuto nascosto di una malattia fantasma per la gran parte di noi», ha dichiarato Il Trio Medusa. «Abbracciando questo progetto vogliamo dare il nostro contributo per aiutare chi ne soffre a trovare un modo reale di affrontare la sua malattia. Non vediamo l’ora, quindi, di farci ambasciatori dei messaggi di speranza e coraggio di questa Campagna, dando tutto il nostro supporto alla diffusione di questi importanti temi».

«Con questo ambizioso progetto, Janssen conferma il proprio impegno nel campo della salute mentale, un impegno che dura da oltre 60 anni e che ha portato la nostra ricerca a sviluppare 2 farmaci ritenuti fondamentali dall’OMS per il trattamento della schizofrenia», ha affermato Massimo Scaccabarozzi, presidente e Amministratore Delegato di Janssen Italia, l’azienda farmaceutica del Gruppo Johnson&Johnson. «Questa Campagna ha raccolto attorno a sé tutti gli attori del sistema della salute mentale per offrire un contributo concreto ai pazienti e ai loro cari e far sì che la depressione non sia più considerata uno stigma, ma una malattia da rispettare e curare con le misure più corrette per ogni persona».