Nella Regione Marche un Osservatorio sulle fake news

L’iniziativa

Nella Regione Marche un Osservatorio sulle fake news

di redazione

Stilare una “green list” di siti e fonti cui potersi rivolgere per reperire informazioni corrette: con questa mission nasce l’Osservatorio contro le fake news in ambito di salute, presentato giovedì 2 aprile in occasione della Giornata internazionale contro la disinformazione. Il progetto è il risultato del lavoro di un tavolo tecnico composto da un panel di esperti del mondo della comunicazione e della salute della Regione Marche.

Quando si comunicano le attività sanitarie, il rischio di produrre informazioni inesatte quando non distorte, addirittura false e quindi gravemente dannose per il cittadino che recepisce messaggi illusori e fuorvianti, è sempre molto elevato.

«Per sconfiggere il cancro abbiamo bisogno di tante armi, non solo quelle fondamentali e insostituibili della medicina e della ricerca scientifica – sostiene Rossana Berardi, docente di Oncologia medica all’Università Politecnica delle Marche e direttrice della Clinica oncologica degli Ospedali riuniti di Ancona – ma è anche indispensabile fornire corrette informazioni e non cadere nelle trappole della disinformazione. In ambito oncologico e specie in questo periodo di pandemia da Covid-19, la cattiva informazione è forse più deleteria che in altri campi, perché impatta sulla salute pubblica e potenzialmente sui pazienti, che potrebbero assumere decisioni sbagliate per il loro percorso di cura».

Come ricorda Franco Elisei, presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, «esistono molti tipi di fake news, colpose o dolose. Il termine inglese “fake news“, in italiano “notizia falsa” o “bufala”, indica articoli che contengono informazioni inventate, ingannevoli o distorte, resi pubblici nel deliberato intento di disinformare o conseguenza di superficialità e mancata verifica. Tutte forme, se condivise nelle piattaforme social, che diventano virali, credibili. Dannose. In particolare nelle informazioni medico-scientifiche. Per questo è sempre più importante un approccio qualificato da parte dell’informazione, in particolare di chi ha la responsabilità dell’informazione».

Per Lella Mazzoli, direttrice dell'Istituto per la formazione al giornalismo dell’Università di Urbino, «non solo chi fa comunicazione e informazione deve porre attenzione alle fake news: deve controllare le fonti, deve avere correttezza nella comunicazione della notizia e del dato; anche i cittadini debbono avere un atteggiamento corretto e consapevole».

Da un'indagine dell’Osservatorio News-Italia dell’Istituto risulta infatti che l’81% degli italiani è convinto di saper riconoscere le notizie false: «Se così fosse – commenta Mazzoli - le fake non avrebbero il successo che talvolta invece hanno».