Roberto Speranza nuovo ministro della Salute

La nomina

Roberto Speranza nuovo ministro della Salute

di redazione

Roberto Speranza è il nuovo ministro della Salute. 

Il suo nome era cominciato a trapelare nel primo pomeriggio. Con non poche sorprese, visto che fin dall’inizio delle consultazioni il dicastero di Lungotevere Ripa sembrava dovesse rimanere in mano al Movimento 5 Stelle. 

Speranza, nato nel 1979 a Potenza, ha iniziato il suo impegno politico nella Sinistra Giovanile di cui sarà prima segretario regionale e poi presidente nazionale. Laurea in Scienze Politiche alla Luiss, nel 2007 viene eletto presidente nazionale della Sinistra giovanile e dopo pochi mesi fa parte della costituente nazionale del Partito Democratico. L’anno seguente Walter Veltroni lo nomina nel comitato nazionale dei Giovani Democratici con il compito di dar vita alla nuova organizzazione giovanile del Partito Democratico. Dopo un’esperienza amministrativa a Potenza, nel 2009 viene eletto segretario regionale del PD della Basilicata.

Sostiene Pier Luigi Bersani alle primarie del dicembre 2012 e ne coordina la campagna. L’anno seguente è eletto deputato e viene nominato capogruppo alla Camera dei Deputati per il Partito Democratico. Incarico che lascia in segno di dissenso con la decisione del Governo Renzi di porre la fiducia sulla nuova legge elettorale. 

I dissidi sulla linea Renzi aumentano finché nel 2017 abbandona il Partito Democratico insieme ad altri esponenti della minoranza, tra cui  lo stesso Bersani fondando Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista, di cui divine coordinatore nazionale. 

Nel 2018 è eletto nelle file di Liberi e Uguali, la coalizione tra i partiti Articolo Uno, Sinistra Italiana e Possibile. 

Pochi giorni fa, sul suo profilo Twitter aveva scritto: «Non sarà facile, ma è la strada giusta. Buon lavoro al presidente incaricato Conte. Mettiamoci alle spalle la stagione dell’odio e delle divisioni. Costruiamo con coraggio la svolta che il Paese aspetta, a partire dal lavoro e dalla lotta alle diseguaglianze».