A Roma il Global Forum on Incontinence

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A Roma il Global Forum on Incontinence

redazione

Più di 400 milioni di persone colpite in tutto il mondo e altre 120 milioni chiamate a prendersi cura di un familiare: sono due numeri dell’incontinenza urinaria, una delle principali patologie croniche al centro del Global Forum of Incontinence tenutosi a Roma il 17 e il 18 aprile scorsi con la partecipazione di professionisti sanitari, istituzioni, associazioni e organizzazioni di pazienti, familiari e caregiver di oltre venti Paesi, attorno al tema Guidare i risultati nella cura dell’incontinenza – Creare una relazione vincente per pazienti, assistenti e sistema sanitario.

Oltre 4 milioni, in Italia i pazienti affetti da questa patologia; numero che tenderà ad aumentare considerando le stime dell’Istat secondo le quali, nel 2030, il 26% della popolazione sarà over 65 anni.

A sottolineare una rinnovata attenzione, non solo scientifica e professionale, ma soprattutto politico-istituzionale, nei confronti dell’incontinenza urinaria, l'accordo stipulato in sede di Conferenza Stato–Regioni su un Documento tecnico di indirizzo sui problemi legati all’incontinenza urinaria e fecale, sintesi di un analogo documento predisposto da un gruppo di lavoro voluto dal ministero della Salute per il quale sono stati impegnati per oltre un anno più di trenta esperti del settore.

Tra le principali indicazioni del documento ministeriale «da un lato la necessità di fare proprio il modello organizzativo proposto da anni da Fondazione italiana continenza, basato sulla Rete di centri per la prevenzione, diagnosi e cura dell’incontinenza – commenta Roberto Carone, past president della Fic e della Società di urologia – dall’altro l’individuazione di percorsi diagnostici-terapeutici-assistenziali in grado di garantire omogeneità di trattamento dei pazienti, appropriatezza quantitativa e qualitativa delle cure e un ruolo attivo del paziente».

Da sottolineare, inoltre, la riflessione sul processo di distribuzione degli ausili monouso e il conseguente impegno a valutare modalità di fornitura più adeguate ed efficienti di quelle attualmente adottate.

Per esempio, il sistema di approvvigionamento che si sta approfondendo in Regione Lombardia con il supporto della LIUC Business School: un modello basato sulla logica di voucher a importo predeterminato. Non si tratta, come spiega Emanuele Porazzi, dell'Università LIUC Carlo Cattaneo, di una novità assoluta nella distribuzione dei prodotti sanitari visto che nella stessa Regione è attualmente utilizzata per i prodotti alimentari senza glutine per persone con celiachia.