A scuola (on line) di epilessia

La Campagna Lice

A scuola (on line) di epilessia

di redazione

Più di 25 mila studenti di oltre 400 scuole in tutta Italia e circa 500 insegnanti iscritti per un totale di 695 download degli strumenti disponibili sulla piattaforma.

È questo il bilancio, a oggi, di “A scuola di epilessia, quando la malattia ci chiede di sapere”, la prima campagna educativa digitale sulle epilessie nelle scuole elementari, nata nel 2019 per iniziativa della Lice (Lega italiana contro l’epilessia): una piattaforma digitale interattiva destinata ai docenti e ai loro alunni di età compresa tra gli otto e i dodici anni, che ha come obiettivo principale quello di far conoscere le epilessie e l’impatto che possono avere sul bambino che ne soffre, nonché di fare chiarezza sugli atti pratici da effettuare e quelli da evitare nel caso si assista a una crisi.

«Le epilessie – spiega Laura Tassi, presidente Lice - rappresentano una condizione cronica che risente moltissimo dei pregiudizi e delle paure degli altri. Le maggiori difficoltà di inserimento scolastico, infatti, non derivano da un disturbo cognitivo del bambino che soffre di epilessia, ma dall’atteggiamento negativo dei compagni e addirittura degli insegnati, impreparati a gestirla».

Sono ancora molte le lacune manifestate in ambito scolastico sulle epilessie, una condizione neurologica che fa registrare, solo nel nostro Paese, circa 500 mila casi, molto spesso bambini.

Secondo una indagine condotta dalla stessa Lice nei plessi scolastici italiani, infatti,oltre il 60% degli insegnanti non conosce le regole da seguire nel caso in cui un bambino sia colpito da una crisi. E sono ancora troppi i pregiudizi sugli ostacoli che la malattia pone a un normale svolgimento delle attività quotidiane e sociali, oltre che al rendimento scolastico.

Un’intera sezione della piattaforma è dedicata a come aiutare un bambino che soffre di epilessia. Giochi interattivi chiari e coinvolgenti insegnano ad assistere un compagno che manifesta una crisi o a offrire il proprio aiuto all’insegnante che lo sta soccorrendo.

«Sopravvivono ancora troppi falsi miti e luoghi comuni quando si parla di epilessia - conferma Oriano Mecarelli, Past President Lice - soprattutto su cosa fare quando si assista a una crisi convulsiva. E quanto avvenuto durante la recente partita di Serie B tra Ascoli e Salernitana, ampiamente pubblicizzato attraverso i media, lo testimonia. In quel caso a un calciatore, colpito secondo le notizie di stampa da una crisi, sono state applicate manovre di pronto soccorso riportate come “salvavita” e consistenti soprattutto nell’apertura forzata della bocca per “tirare fuori la lingua”: esattamente quello che non bisognerebbe mai fare durante una crisi di tipo convulsivo! Per questo – conclude Mecarelli - è assolutamente importante, anche per i giovani studenti, poter accedere a strumenti di formazione e conoscenza».