Sessualità ancora tabù per troppi pazienti con tumore alla prostata

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Sessualità ancora tabù per troppi pazienti con tumore alla prostata

redazione

Dopo le cure, gli uomini colpiti da tumore della prostata sono costretti a “subire” la nuova dimensione della sfera intima provocata dai trattamenti: il 33% accetta questa condizione, il 22% è in cerca di soluzioni, il 19% preferisce non affrontare l’argomento, per l’11% è una grande criticità, un altro 11% si dice rassegnato e il 4% ricorre a farmaci e ad altri dispositivi per ottenere l’erezione.

I dati emergono da una ricerca condotta dalla Fondazione Istud presentata al Congresso nazionale Siuro (Società italiana di urologia oncologica) che si è chiuso sabato 14 aprile a Milano.

La ricerca, supportata da Bayer, ha utilizzato lo strumento della medicina narrativa, per ripercorrere il “viaggio nelle cure” di pazienti con tumore della prostata trattati nel corso della malattia.

Realizzato fra ottobre 2016 e luglio 2017, lo studio ha coinvolto 50 pazienti con carcinoma prostatico metastatico e 50 familiari (con il contributo anche degli operatori sanitari) in quattro centri italiani. I pazienti affermano di aver ricevuto in alcuni casi informazioni poco chiare e insufficienti che li hanno portati a prendere atto in modo brusco di una sessualità troncata o differente. «È indispensabile quindi – commenta Giario Conti, segretario Siuro - che il paziente con tumore della prostata venga valutato con un approccio multidisciplinare, coinvolgendo anche figure come il sessuologo, lo psicologo e l’andrologo».

Nel 2017 in Italia sono stati stimati 34.800 nuovi casi di tumore della prostata. La mortalità è in diminuzione (-2,6% per anno) da oltre un ventennio grazie alla diagnosi precoce e ai nuovi trattamenti combinati (farmaci, chirurgia, radioterapia) sempre più efficaci e meno invasivi che favoriscono la cronicizzazione della malattia.

«Nonostante questi importanti passi in avanti – osserva Conti - l’indagine ha evidenziato che il 72% dei pazienti vive con preoccupazione la malattia e il percorso di cura. Uno degli aspetti che crea più angoscia, anche se spesso non rivelato dai pazienti, è costituito proprio dalla nuova dimensione della sessualità».

Nuovo presidente degli uro-oncologi Siuro. Durante il congresso, che ha visto la partecipazione di oltre 600 specialisti da tutto il nostro Paese, la Società scientifica ha eletto il nuovo presidente: Alberto Lapini, classe 1957, nato a Firenze, responsabile e della Prostate Cancer Unit dell'Azienda ospedaliero-universitaria Careggi di Firenze.

«I punti sui quali vogliamo lavorare, già a partire dai prossimi giorni, sono formazione, valorizzazione dei giovani e innovazione nella ricerca medico-scientifica» annuncia il neopresidente.