La sigaretta elettronica per la riduzione del danno da tabacco

Il Convegno

La sigaretta elettronica per la riduzione del danno da tabacco

di redazione

Ogni anno 80 mila persone in Italia e 700 mila in Europa muoiono per danni riconducibili al fumo di tabacco.

Nonostante le conseguenze dannose del tabagismo siano accertate e sebbene si sappia che la disassuefazione può ridurre di 20-25 volte la possibilità di incorrere in malattie, abbandonare la sigaretta continua a essere ancora oggi una sfida quasi insuperabile per molti tabagisti.

Non per nulla uno dei temi al centro del dibattito scientifico è il concetto di “less risk”, basato sull’abbandono dell’approccio tradizionale “quit or die” a favore di nuovi metodi che consentono una gestione graduale del processo di cessazione, attraverso anche l’utilizzo dei così detti prodotti a rischio ridotto. L'argomento è stato discusso martedì 23 febbraio durante l’evento digitale “La sigaretta elettronica come strumento di riduzione del rischio. Stato dell’arte della ricerca scientifica”.

«I consumatori hanno raggiunto un elevato livello di consapevolezza in tema di sigarette elettroniche – osserva Pietro Paganini, presidente di Competere, piattaforma di professionisti che produce analisi e ricerche - considerandole a pieno titolo potenziali strumenti di riduzione del danno da tabacco combusto. Un italiano su tre utilizza l’eCig come strumento di parziale disassuefazione dal fumo e ben uno su quattro per smettere di fumare del tutto».

L'ecig «è al momento lo strumento più utilizzato» per rompere la dipendenza dal tabacco, sottolinea Fabio Lugoboni, responsabile di Medicina delle dipendenze all'Università di Verona, tuttavia «è necessario – avverte - contestualizzarla e inserirla in un percorso più ampio nel quale il paziente ha bisogno di sostegno».

Per Carmine Canino, presidente dell'Associazione nazionale consumatori di eCig, «è necessario ribadire che le sigarette tradizionali, così come i prodotti a tabacco riscaldato, contengono tabacco, mentre le sigarette elettroniche no e quindi queste ultime andrebbero regolate diversamente, anche perché in alcuni casi non contengono neppure la nicotina. Vanno abbandonati i preconcetti delle istituzioni italiane ed europee che vedono le sigarette elettroniche e il tabacco combusto sullo stesso piano di dannosità – sostiene infine - adottando invece un approccio basato sulle evidenze scientifiche».