I sindacati bocciano la legge di bilancio: «È deludente e incompleta»

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I sindacati bocciano la legge di bilancio: «È deludente e incompleta»

di redazione

«Nonostante alcuni punti interessanti», il disegno di legge di bilancio, «delude le aspettative, blindando l’esistente, limitandosi a dichiarazioni di principio e differendo a un futuro incerto provvedimenti e finanziamenti innovativi».

È questo il severo giudizio della Cosmed, la Confederazione dei sindacati dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale.

Numerose, secondo la Cosmed, le criticità del testo, dal finanziamento del rinnovo contrattuale del Pubblico impiego per il 2019-2021 alla mancata detassazione degli aumenti contrattuali e del salario accessorio legato all’incremento della produttività, l'assenza dell’abolizione del meccanismo di riduzione automatica delle retribuzioni dei dipendenti pubblici con sottrazione della retribuzione legata all’anzianità, il superamento dell’art. 23 della legge di riforma della Pubblica amministrazione.

Inoltre, il finanziamento del Servizio sanitario nazionale viene sostanzialmente confermato nella misura prevista dalla precedente legge di bilancio e per la sanità ci sarebbero «poche novità in due striminziti articoli»: l'abolizione del cosiddetto superticket dal 1 settembre e un finanziamento di circa 250 milioni per apparecchiature sanitarie ai medici di famiglia, «unico provvedimento per abbattere le liste d’attesa».

Mancherebbero poi investimenti e incentivi per le risorse umane ospedaliere e viene così «dimenticata la carenza di medici e sanitari specialisti cruciale per la sopravvivenza e la credibilità del Ssn».

La riduzione del carico fiscale dei lavoratori dipendenti, aggiunge la Confederazione, è limitato a 3 miliardi per il 2020 e 5 miliardi per il 2021 che «consentirebbero ai 18 milioni di lavoratori dipendenti un recupero pro capite rispettivamente di 167 e 277 euro annui (pari a 13 e 21 euro mensili)».

Sul piano previdenziale c'è la proroga dell’opzione donna, ma solo per un anno, ed è ripristinato il recupero dell’inflazione sulle pensioni, ma soltanto dal 2022, mentre sarebbero ignorate le raccomandazioni della Corte costituzionale «sul sequestro delle liquidazioni dei dipendenti pubblici per lo meno nei confronti degli ultra-sessantasettenni con pensioni di vecchiaia».

Mancano poi «norme cogenti per le assunzioni e il corretto turnover nei servizi pubblici ormai al collasso».

Tutte ragioni, quelle elencate, che secondo la Cosmed spiegano perché sia «urgente e indispensabile modificare la legge di bilancio 2020 inserendo tutti i correttivi necessari per dar soluzione ai problemi elencati». Servirebbero quindi un maggior finanziamento per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego e «se non vi è più il tempo di provvedere direttamente» l'inserimento nel testo del «rinvio cogente a provvedimenti normativi urgenti in tema di detassazione, assunzione di personale ospedaliero, eliminazione del sequestro delle liquidazioni per quiescenza».