La sindrome polmonare che in USA sta colpendo i fumatori di sigaretta elettronica

“Polmonite chimica”

La sindrome polmonare che in USA sta colpendo i fumatori di sigaretta elettronica

di redazione

Le autorità sanitarie non sono ancora in grado di spiegare l’epidemia di malattie polmonari che si sta verificando negli USA, «ma nella maggior parte dei casi i consumatori interrogati hanno riferito di aver caricato le sigarette elettroniche con liquidi contenenti THC, il principio attivo della marijuana»: è così che Fabio Beatrice, direttore Orl e Centro antifumo dell'ospadale San Giovanni Bosco di Torino, commenta ciò che sta avvenendo negli Stati Uniti. «Un uso improprio di un device elettronico  con l'inalazione  di sostanze stupefacenti o di altra pericolosa natura  espone ovviamente a gravi rischi per la salute legati alla natura stessa delle sostanze e non della modalità con cui vengono inalate».

Numeri quadruplicati nelle ultime settimane, con 215 casi “possibili” in 25 Stati e un decesso in Illinois.

I sospetti ricadono non tanto sui dispositivi quanto sull'uso che se ne fa. I liquidi usati per lo svapo, infatti, non erano aromi (con o senza nicotina), ma olii a base di marjiuana, estratti o concentrati.

È diffusa infatti l’abitudine degli svapatori a creare da sé le miscele da inserire nel dispositivo elettronico, spesso a partire da materie prime alimentari e non solo. Una modalità di consumo che prevede anche l’uso di sostanze a base di THC, cannabinoidi di cui non è possibile determinare l’origine, la purezza né tantomeno la concentrazione.

Quella che hanno contratto i 16 cittadini statunitensi è probabilmente una cosiddetta polmonite “chimica”, una infiammazione dei polmoni che segue all’inalazione di sostanze chimiche come gas inalati sul luogo di lavoro, pesticidi e fertilizzanti per l’agricoltura diffusi nell’aria dei campi ma può essere causata anche dall’inalazione del fumo scaturito dalla prossimità di un incendio.

Al momento la maggior parte dei casi sembrano simili, ma i Center for Control of Disease (CDC) procedono con cautela e si riservano di verificare se si tratti o meno della stessa sindrome.

Ciò che ha destato allarme è il fatto che la diffusione dei casi sia stata improvvisa e con una rapida escalation, con i primi pazienti registrati il 28 giugno in Wisconsin e Illinois.

«Non ci sono segnalazioni di polmoniti o problemi di tossicità nei soggetti che utilizzano aromi e liquidi con nicotina del mercato legale» tiene comunque a ricordare Massimiliano Mancini, Ceo di FlavourArt, azienda italiana produttrice di liquidi per sigaretta elettronica.

«È importante fare chiarezza e rassicurare i consumatori» sostiene dal canto suo Umberto Roccatti, presidente di Anafe, l’Associazione nazionale dei produttori di fumo elettronico. «Nel nostro Paese le regole sono rigide – osserva - e ogni prodotto immesso sul mercato è sottoposto ad analisi estremamente approfondite». L'importante è «rivolgersi solo ai punti vendita autorizzati - conclude - dove è possibile acquistare prodotti sicuri e certificati».