Tonino Aceti portavoce della Federazione degli infermieri

Fnopi

Tonino Aceti portavoce della Federazione degli infermieri

di redazione

Dall'1 febbraio Tonino Aceti è il portavoce della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), che rappresenta gli oltre 445 mila infermieri iscritti agli Ordini.

Aceti, 39 anni, ha ricoperto fino a gennaio scorso il ruolo di coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato e di responsabile del Coordinamento nazionale delle associazioni dei malati cronici di Cittadinanzattiva.

Nel 2013 è riconosciuto dalla rivista Wired.it tra i 50 under 35 più promettenti d’Italia.

«Il mio impegno - assicura Aceti - non cambia, al centro continueranno a esserci sempre la salvaguardia e l’allargamento del perimetro del diritto alla salute delle persone, l’umanizzazione dell’assistenza, il contrasto alle disuguaglianze e il rilancio del Servizio sanitario pubblico. Lo farò insieme ai miei nuovi compagni di viaggio: gli infermieri. Lo farò contribuendo a orientare sempre più le politiche della professione infermieristica verso i diritti dei pazienti, verso i vecchi e nuovi bisogni delle comunità e del Ssn, in tutte le aree del Paese, soprattutto in quelle interne e più disagiate. Lo farò promuovendo il confronto e il dialogo con tutte le altre professioni sanitarie, con le Associazioni di cittadini e di pazienti e con le Istituzioni tutte. Ho scelto gli infermieri - precisa - per la loro vicinanza h24 al letto del paziente, per la loro capacità di entrare con rispetto e competenza nelle case delle persone, perché rappresentano una leva fondamentale per ridurre le disuguaglianze, ma anche perché sono un grande motore per l’innovazione e la sostenibilità del Ssn. C’è indubbiamente molto da lavorare perché – prosegue Aceti – una delle vere necessità del nostro servizio sanitario pubblico e che pubblico deve restare, è raggiungere la perfetta sinergia, collaborazione e condivisione tra le professioni che di più sono vicine alle persone».

Per la Fnopi «è motivo di grande soddisfazione poter lavorare accanto a chi finora ha difeso quello che è il nostro obiettivo primario: la salute dei cittadini» dice la presidente, Barbara Mangiacavalli. «E lo ha fatto e intende farlo – prosegue - con lo stesso spirito che gli infermieri ritengono l’unica strada percorribile per mantenere un Servizio sanitario nazionale davvero universalistico, senza diseguaglianze e senza divisioni: una multiprofessionalità e una multidisciplinarità basata sulla sinergica collaborazione con i medici e gli altri professionisti sanitari, che riconosca le professionalità acquisite e capaci di contribuire a innalzare la qualità della risposta assistenziale».