Trapianti di organi: nasce in Francia il registro dei “non donatori”

La strategia

Trapianti di organi: nasce in Francia il registro dei “non donatori”

La nuova legge francese ribadisce il principio del silenzio-assenso alla donazione
Paolo Gangemi

Il primo gennaio di quest’anno è entrata in vigore in Francia la nuova legge in materia di donazione di organi. Il principio di base è quello del silenzio-assenso: tutti i francesi maggiorenni sono considerati di default “donatori presunti”; chi non intende donare deve dichiararlo.

Il principio del silenzio-assenso è già in vigore in molti Paesi (fra cui Italia, Spagna, Portogallo, Svezia, Grecia, Finlandia), ed è riconosciuto come essenziale per aumentare la percentuale di donatori. Lo dimostrano due Paesi molto simili dal punto di vista sociale e culturale: Austria e Germania. In Germania, dove vale il principio del silenzio-diniego, solo il 12% della popolazione dà l’assenso alla donazione; in Austria, dove vige il silenzio-assenso, la percentuale sale al 99%.

In realtà la nuova legge francese riprende una vecchia norma del 1976, che già considerava i cittadini come donatori presunti. La principale novità è l’istituzione di un apposito registro in cui può iscriversi chi intende rifiutarsi di donare i propri organi dopo la morte. Il diniego è ovviamente revocabile in ogni momento e può riguardare anche solo determinati organi, a scelta del cittadino.

L’iscrizione al registro non è strettamente necessaria: il rifiuto, se esplicito, vale anche se è stato espresso oralmente. In questo caso saranno i familiari a doverlo testimoniare, firmando una dichiarazione in cui devono riportare i termini esatti del rifiuto formulato da parte del loro parente. Data la difficoltà, in molti casi, di ricordare una dichiarazione espressa magari anni prima, e il compito sicuramente poco piacevole del congiunto che deve farlo davanti a un’equipe di medici, lo Stato invita chi non vuole donare gli organi a iscriversi al registro, che è nato proprio per semplificare e chiarire la posizione di ogni cittadino.

La semplificazione e la chiarezza sono infatti le necessità principali da cui è nata la legge: non sempre infatti è facile mettere in pratica il principio del silenzio-assenso, anche nei casi in cui è previsto dalla normativa. In Italia per esempio la Legge 1° aprile 1999, n. 91 stabilisce che «i cittadini sono tenuti a dichiarare la propria libera volontà in ordine alla donazione di organi e di tessuti del proprio corpo successivamente alla morte, e sono informati che la mancata dichiarazione di volontà è considerata quale assenso alla donazione». Solo che, secondo il Centro nazionale trapianti, «il “silenzio-assenso” introdotto dagli artt. 4 e 5 della Legge 91/99 non ha mai trovato attuazione». Così se un cittadino italiano non ha espresso chiaramente in vita le sue intenzioni, il prelievo di organi per la donazione si può effettuare solo se non c’è l’opposizione dei parenti più stretti.

Anche in Francia, finora, in buona parte dei casi erano le famiglie a decidere. Con la nuova legge le autorità si augurano di ridurre al minimo le situazioni di incertezza, che possono essere anche molto penose, oltre che di aumentare la percentuale nazionale di donatori: con l’invecchiamento della popolazione, la richiesta di organi per trapianti è in grande crescita. Nel 2015 i pazienti francesi in attesa di un trapianto erano oltre 21.000: una cifra raddoppiata in 20 anni. Perciò, nonostante un aumento dei trapianti del 7% rispetto al 2014, 553 persone in lista d’attesa sono morte: l’obiettivo è diminuire il più possibile questa cifra.