Cittadini e pazienti nella governance del farmaco

Nuove regole

Cittadini e pazienti nella governance del farmaco

La richiesta da parte delle associazioni nel corso di un convegno della Siar
Anselmo Terminelli

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Per il Tribunale dei diritti del malato è fattibile da subito guardando a un recente provvedimento dell'Ema, l'Agenzia europea dei medicinali. Il sostegno degli Ordini dei medici e degli infermieri

Le associazioni dei cittadini e dei pazienti chiedono un coinvolgimento diretto nella governance farmaceutica.

Lo hanno sottolineato con forza nel corso della conferenza "Partecipazione attiva dei pazienti ai processi che generano nuove terapie: sviluppo, valutazione e reale accesso alle cure necessarie", svoltasi nei giorni scorsi a Roma e promossa dalla Società italiana attività regolatorie (Siar) in collaborazione con Aifa, Cittadinanzattiva e Fondazione Benzi.

Il problema ormai oggi, spiega Enrico Bosone, presidente Siar, è definire soltanto le modalità di partecipazione dei cittadini e dei pazienti, in quanto «abbiano il massimo peso e la massima rilevanza».

Proprio per questo è «necessario un cambio di passo dell’Aifa che permetta un'accelerazione al coinvolgimento dei cittadini nelle politiche farmaceutiche pubbliche» chiede Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato - Cittadinanzattiva e responsabile nazionale Cnamc. «Un accelerazione guardando – aggiunge - alla recentissima esperienza dell’Ema».

A giugno l'Ema ha aperto ai pazienti

«Sono proprio del mese di giugno 2018 – spiega Aceti - i due avvisi dell'Ema per le candidature dei rappresentanti delle organizzazioni di cittadini-pazienti per il Comitato per le terapie avanzate e per il Management Board dell’Ema. L’Aifa, già impegnata in alcune progettualità sul tema del coinvolgimento dei pazienti, dovrebbe guardare subito all’esperienza europea dell’Ema».

Nel corso dell'incontro, svoltosi nella sede del ministero della Salute di lungotevere Ripa, si sono alternati numerosi rappresentanti dei pazienti, che hanno sottolineato il contributo che potrebbero dare in ambito della governance del farmaco.

Comunque, come sottolinea ancora Aceti, «c’è da lavorare molto per un sistema che riconosca formalmente e strutturalmente il principio del coinvolgimento delle Associazioni di cittadini e pazienti nei processi decisionali dell’assistenza farmaceutica pubblica.

Un «iniziale ma importante segnale – aggiunge - è il decreto di costituzione del centro di coordinamento nazionale dei comitati etici, che vede anche la partecipazione delle organizzazioni di cittadini, ma deve ancora iniziare a lavorare concretamente».

Aceti, entrando nei dettagli, in conclusione spiega che «va rafforzato o introdotto il coinvolgimento strutturato delle organizzazioni dei cittadini e pazienti nel Comitato di verifica Lea e nella Commissione nazionale aggiornamento Lea; nel processo autorizzativo e di rimborsabilità dei farmaci dell’Aifa, anche per i farmaci innovativi; nelle sperimentazioni cliniche dei farmaci (protocolli di ricerca di fase IV previsti dalla Legge 3/2018); nella Conferenza delle Regioni e nelle Commissioni regionali del farmaco».

Il sostegno dei medici e degli infermieri

A sostenere la partecipazione attiva dei cittadini-pazienti sopratutto nell'ambito della governance del farmaco sono stati anche i medici e gli infermieri.

«È evidente la sintonia dell’azione infermieristica rispetto ai bisogni reali dei cittadini - sostiene Giancarlo Cicolini, tesoriere e portavoce della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) - non nella scelta delle terapie per patologie acute o per patologie la cui diagnosi spetta naturalmente al medico, ma per tutta quella gamma di necessità che soprattutto in caso di cronicità, non autosufficienza e fragilità che si generano rispetto a bisogni via via emergenti. L’infermiere a cui il paziente è affidato h24 vede, riconosce e fa fronte direttamente e nel più breve tempo possibile ai suoi bisogni. E l’infermiere è coinvolto in questo modo, anche nel controllo ed educazione sanitaria che i nostri professionisti svolgono, nel percorso assistenziale legato alla condizione degli assistiti».

«I giudici di noi medici» sono i pazienti, dice Roberto Monaco, segretario della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo). «Noi medici – aggiunge Monaco - ci portiamo a casa le mani che stringiamo, i pianti che ascoltiamo. Li portiamo nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nelle nostre notti. Ma dobbiamo fare di più: dobbiamo tornare a vedere da cittadini, perché la società tutta, le politiche non solo sanitarie, siano permeate da una vera cultura della partecipazione».