Il diritto di non soffrire, questo sconosciuto

L’inchiesta

Il diritto di non soffrire, questo sconosciuto

La legge sulla terapia del dolore e le cure palliative è ignorata da due italiani su tre
redazione

I pazienti hanno diritto a non soffrire, ma in pochi lo sanno. Due italiani su tre, infatti, ignorano l’esistenza di una normativa che garantisce l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. Stiamo parlando della legge 38 del 2010. Un provvedimento innovativo diventato, tra i primi in Europa, concentrato su un obiettivo lodevole: rispettare la dignità del malato, l’ autonomia della persona umana, il bisogno di salute.  Ma rimasto per lo più sconosciuto. È quanto emerge dalla prima indagine del neonato Osservatorio volontario per il monitoraggio della terapia del dolore e delle cure palliative della Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti e presentata al convegno “La nostra legge 38: un bilancio. Per combattere il dolore e dare voce a chi cerca sollievo”  (Roma 15 marzo). 

I risultati dell’inchiesta ottenuti dalla distribuzione di 13.374 questionari ai malati e ai loro familiari negli ospedali, negli hospice e al domicilio del paziente fanno riflettere. 

Il 63 per cento dei cittadini intervistati non conosce la legge 38 sulla terapia del dolore e le cure palliative e sopporta il dolore convinto che non ci siano alternative. Il 45 per cento degli intervistati vive da più di sei mesi senza aver trovato soluzione alle proprie sofferenze. Sembra impossibile ma il 17 per cento degli degli intervistati non trova rimedi efficaci per oltre cinque anni. Eppure liberarsi dal dolore è possibile. Chi si è rivolto a strutture specializzate ne ha trovato giovamento. Infatti l’Osservatorio ha individuato un dato positivo nell’indagine: le persone che hanno avuto modo di essere prese in carico dai centri di terapia del dolore e dagli hospice ne hanno apprezzato la qualità umana e professionale.

«Il monito che arriva dai dati dell’osservatorio volontario della Fondazione Ghirotti è piuttosto chiaro - dice Antonio Saitta, assessore alla salute della regione Piemonte, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni- Solo un paziente su tre conosce la legge sulle cure palliative, il 45 per cento non conosce l’utilità dei farmaci oppiacei per le situazioni di dolore cronico o di fasi terminali. Credo che tra gli aspetti centrali ci sia il ruolo del medico di medicina generale, anello fondamentale fra l’ospedale, la medicina del territorio e l’hospice. Va detto però che i medici di famiglia stanno sviluppando una sempre maggiore consapevolezza e cultura professionale sui temi delle cure palliative e della lotta al dolore ed è questo un dato incoraggiante».