Carrozzina distrutta su un volo aereo. «È come se mi avessero amputata»

La denuncia

Carrozzina distrutta su un volo aereo. «È come se mi avessero amputata»

di redazione

«Il sistema trasporti non percepisce le persone disabili. In aereo, ma anche in treno, devi prenotare molto prima. Ti caricano quando decidono loro, ti scaricano quando decidono loro. Sei un oggetto che viaggia, non una persona. Questo è abilismo, è discriminazione a tutti gli effetti. È tempo di cambiare questa politica dei viaggi. Il Ministero dei Trasporti ha mai contattato una persona con disabilità per sapere com’è per noi viaggiare? Sarebbe ora che lo facesse».

La denuncia è di Anita Pallara una giovane donna, social media manager, digital strategist. 

Anita è anche affetta da atrofia muscolare spinale (e presidente dell’associazione FamiglieSMA) una rara patologia che le causa una disabilità motoria grave e per questo si avvale di una carrozzina elettrica, altamente personalizzata, studiata sulla sua postura, sulle sue mani, sulla sua forza.

Anita grazie alla sua carrozzina si muove, lavora, mangia, beve, viaggia. Ma lo scorso 7  la sua carrozzina è stata distrutta dopo il trasporto nella stiva del volo che avrebbe dovuto portarla in vacanza. 

Imbarcatasi a Bari, quando è sbarcata a Cagliari, ha riavuto la sua carrozzina elettronica personalizzata completamente inutilizzabile: joystick rotto, braccioli rotti, pedane per i piedi rotte, ammaccature e strappi sulla postura. «Senza la mia carrozzina io non posso muovermi», spiega Anita Pallara. «La carrozzina è l’equivalente delle mie braccia e delle mie gambe, è la mia unica possibilità di autonomia. Se non posso assumere la postura corretta provo dolore, faccio fatica a mangiare e bere autonomamente. Ora la mia carrozzina è distrutta, è come se mi avessero amputata».

Secondo le normative vigenti le carrozzine non possono entrare nel vano passeggeri dell’aereo. «Qualunque carrozzina, compresa una sofisticata e personalizzata come quella di Anita, viene considerata, secondo la Convenzione di Montreal, alla stregua di un bagaglio, anche nei limiti risarcitori», dichiara l’avvocato Edno Gargano dell’omonimo studio legale di Pescara, esperto in diritto di passeggeri e legale di Anita. «La legislazione italiana, come anche quella europea, non tutela in maniera soddisfacente i danni che subisce un disabile la cui carrozzina sia andata danneggiata o, peggio, distrutta, come nel caso di Anita. Intendiamo richiedere a Ryanair i danni patrimoniali, ma soprattutto non patrimoniali, riferibili al disagio patito, alla vacanza rovinata a lei e ai suoi cari: per Anita la carrozzina non è un semplice mezzo di trasporto, ma fa parte di lei, è l’unico modo in cui riesce a muoversi e a interagire con il mondo circostante. Come studio legale cercheremo di fare giurisprudenza con il caso di Anita e, soprattutto, solleciteremo le istituzioni, in particolar modo il legislatore affinché possa intervenire in maniera risolutiva su una problematica che non può essere ignorata più».

In seguito al danno subito, per permettere ad Anita la prosecuzione della vacanza, l’azienda produttrice le aveva inviato un joystick sostitutivo per cercare di tamponare la situazione. Ma i danni erano troppi per consentire la semplice sostituzione.