Covid-19. I malati oncologici: rimuovere gli ostacoli alla vaccinazione nelle Regioni

L'appello

Covid-19. I malati oncologici: rimuovere gli ostacoli alla vaccinazione nelle Regioni

di redazione

Una «formale richiesta» al ministro per gli Affari regionali e le autonomia, Mariastella Gelmini, affinché concordi con le Regioni «il continuo monitoraggio di accesso dei malati di cancro ai centri preposti» in modo che i ritardi accumulati finora «a causa del mancato rigoroso rispetto delle previste priorità» vengano «superati ed evitati con immediatezza attraverso l’attivazione di misure di controllo sul territorio».

Ad avanzare la richiesta è il Direttivo della Favo, la Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia, in una lettera aperta inviata al ministro, a firma del presidente Francesco De Lorenzo e del segretario generale, Elisabetta Iannelli.

Nella lettera, la Favo chiede inoltre che, per consentire uniformità di applicazione delle direttive nazionali alle persone “a elevata fragilità”, le Regioni siano «sensibilizzate ad aggiornare prontamente i rispettivi piani vaccinali» laddove siano già stati predisposti o a emanarli ex novo laddove invece non vi siano.

La Federazione ricorda tra l'altro che la nuova versione del Piano nazionale per la vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19 ha confermato le precedenti priorità di accesso, individuando, tra le cinque categorie, i pazienti oncologici e onco-ematologici in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di sei mesi dalla sospensione delle cure e le persone con loro conviventi.

In alcune Regioni, tra cui Lazio, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Piemonte, la somministrazione del vaccino ai malati di cancro è «già oggi una positiva realtà – rileva la Favo - ma, purtroppo, in alcuni casi solo a macchia di leopardo, poiché le indicazioni regionali non vengono attuate da tutte le Asl e dai centri di cura oncologici con la dovuta urgenza». In «numerose altre Regioni» invece, a oggi non sono ancora state emanate le delibere attuative delle direttive nazionali precedenti a quella approvata l’11 marzo 2021 in Conferenza Stato-Regioni.

Pertanto la Federazione «avverte l’obbligo morale di denunciare quanto purtroppo è stato accertato in alcune Regioni ove si è preferito invertire le priorità privilegiando in tal modo, alle persone malate e vulnerabili, alcune categorie di lavoratori e di cittadini sani e quindi esclusi dal piano vaccinale nazionale e ciò a scapito anche dei malati di cancro. Tali scelte decisamente intollerabili ed ingiuste rappresentano un grave, irreparabile ed inaccettabile danno alla salute delle persone più fragili».