Entro il 2020, 12 mila medici disoccupati

NUOVI PRECARI CRESCONO

Entro il 2020, 12 mila medici disoccupati

Per niente tutelati, a volte sfruttati al di là delle loro mansioni ufficiali, mortificati. Sono i giovani medici italiani. Che però potrebbero essere fortunati. A migliaia di loro colleghi potrebbe andare peggio e rimanere tagliati fuori dal mondo del lavoro

di redazione

"Assunto" con contratto atipico, spesso con partita IVA o a progetto, o a volte con una borsa di studio. Nei fatti lavora come dipendente. Ha un rapporto di lavoro fortemente regolamentato, non si muove dal posto di lavoro finché non è finito il suo orario, rispetta i turni.

Ecco a voi i giovani medici di oggi. Identici a decine di altre migliaia di giovani lavoratori in Italia. Per niente tutelati, a volte sfruttati al di là delle loro mansioni ufficiali, mortificati. 

Perfino a rischio di pesanti conseguenze legali: alcune ASL e Ospedali pretendono infatti che il medico si assuma la completa responsabilità di quanto può accadere durante un turno, una guardia o peggio un intervento chirurgico firmando una sorta di "liberatoria" che sollevi l'Azienda da qualsiasi addebito.

Saranno almeno più ricchi dei loro coetanei che svolgono altre professioni, si dirà. Macchè?! Come in altri settori, i datori di lavoro, pubblici e privati, cercano tutti i modi di abbassare il costo del lavoro.

Quanti siano questi medici, oggi nessuno lo sa. Certo è che in futuro i medici precari nelle Asl e negli Ospedali italiani saranno sempre di più, denuncia Anaao Giovani, che tuttavia avverte: i medici precari rischiano di essere dei fortunati in confronto alle migliaia di colleghi che saranno del tutto disoccupati. 

Entro il 2020, infatti, dalle Università italiane usciranno almeno 12 mila potenziali medici disoccupati. I conti sono semplici: su 25.000 iscritti a Medicina e Chirurgia nei soli a.a. 2013-2014 e 2014-2015, arriveranno alla laurea in 17.500 e di questi solo poco più di 5.000 potranno entrare nelle Scuole di Specialità. 

Quei giovani, con la laurea e l’esame di abilitazione in tasca, si troveranno quindi in un limbo.

Per questo da Anaao Giovani arriva la richiesta al governo di un Jobs Act per questo settore. Le richieste sono semplici: estendere le tutele contrattuali ai lavoratori atipici, stabilizzare le migliaia di precari, sbloccare le assunzioni in una staffetta generazionale.

Vedremo cosa Renzi risponderà ai suoi coetanei.