In Etiopia un progetto a tutela della salute materno-infantile. Per dare un futuro al Paese

“Con il futuro nel cuore”

In Etiopia un progetto a tutela della salute materno-infantile. Per dare un futuro al Paese

di redazione

Arrivare a 10.200 visite prenatali e 226.600 pediatriche; passare dall'attuale 59% di parti assistiti al 90%; seguire in modo adeguato il 55% delle emergenze ostetriche; portare dal 2,7% attuale al 5% i cesarei garantiti nel locale ospedale.

Sono questi I primi obiettivi concreti del progetto “Con il futuro nel cuore”, un’iniziativa di Medici con l’Africa Cuamm (Collegio universitario aspiranti medici missionari) a tutela della salute materno-infantile in Etiopia, nell’ospedale di Wolisso. Il progetto, presentato mercoledì 10 aprile a Roma, è stato finanziato attraverso una donazione di 750 mila dollari nell’ambito del programma Global Giving di MSD for Mothers.

L’Etiopia è un Paese che negli ultimi anni sta crescendo rapidamente dal punto di vista economico e demografico con una tendenza all'aumento nei prossimi dieci anni. «Ma in Etiopia ci sono aree rurali dove gli stessi diritti umani delle donne sono messi in discussione – spiega Dante Carraro, direttore di Cuamm - e dove le donne sono completamente vincolate alle decisioni del marito o della famiglia, persino per quanto riguarda la loro salute. Bisogna fare molto dal punto di vista culturale per far crescere le donne e per questo la nostra prima azione, sul campo, è quella di instaurare con loro una relazione che vada al di là dell’atto sanitario perché non si può pensare di cambiare le cose se non si diventa parte integrante di una comunità». Educare una donna a prendersi cura di sé ma anche dei suoi figli, a saper chiedere aiuto, ad avere fiducia. «Noi andiamo per stare, - prosegue don Dante - per stringere un sodalizio che incida profondamente. E per questo ci teniamo a formare il personale, aiutiamo le donne a diventare ostetriche, infermiere. Lavoriamo per lasciare che la gestione passi nelle mani del personale locale. È il nostro modo di stare “con” l’Africa. Anche in questo progetto di tutela della salute materna la chiave è nel “con”. “Con” le donne ma anche “con” MSD, con la quale condividiamo una visione a lungo termine degli aiuti, fatta di concretezza e impegno».

Attraverso MSD for Mothers «ci stiamo impegnando per fare in modo che, nel mondo, si ponga fine alle morti materne legate a cause prevenibili» interviene Mary-Ann Etiebet, direttore esecutivo di MSD for Mothers. «E per fare questo – prosegue - dobbiamo fare in modo che più donne possibili accedano ai due mezzi più potenti che abbiamo: cure appropriate di qualità e contraccezione moderna. Perché gli effetti a catena della morte di una madre sono enormi. Per le famiglie e le comunità sono devastanti. Per questo motivo, dobbiamo investire di più. Un’esperienza positiva durante la gravidanza e il parto può costruire la fiducia di una donna nei confronti del sistema sanitario, e quindi spronarla e incentivarla a chiedere assistenza sanitaria per se stessa, il suo neonato e la sua famiglia. È quello che chiamiamo "Mom Effect"».

«Sappiamo tutti – sostiene Ranieri Guerra, assistente del direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità - che senza comprimere la mortalità materna e senza comprimere, ulteriormente, la mortalità infantile e neonatale non abbiamo nessuna possibilità di conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Ma dobbiamo raddoppiare lo sforzo per avere almeno la possibilità di sfiorare gli obiettivi che, evidentemente, sono ancora difficilmente realizzabili vista la situazione contingente nei singoli Paesi, soprattutto quelli con sistemi sanitari ancora fragili. Il singolo Paese – avverte - non ce la può fare da solo».

A Nicoletta Luppi, presidente e amministratore delegato di MSD Italia, piace ricordare la frase «”Se vuoi andare veloce, vai da solo. Se vuoi andare lontano, vai insieme”. Ecco a noi piace andare lontano – sostiene - e per questo cerchiamo di percorrere la strada insieme a partner distintivi. Partner che conoscono meglio di noi territori e bisogni e che sanno come intervenire in quei luoghi. Come con Cuamm in Etiopia con il progetto di Wolisso, che è parte delle iniziative realizzate nell’ambito di MSD for Mothers. Cuamm ha dimostrato da sempre di avere una visione molto vicina alla nostra: impegnarsi sul campo non con interventi emergenziali, ma con un’ottica di lungo termine, per incidere profondamente nella vita delle persone, rispondere ai loro bisogni di salute e fare la differenza nella loro vita».

Il progetto “Con il futuro nel cuore”, che è già operativo, intende introdurre nell’area dell’ospedale di Wolisso approcci innovativi per ridurre la mortalità materna e le disuguaglianze, migliorando la domanda e l’offerta di cure materne, neonatali e infantili. In particolare, verranno introdotti strumenti innovativi per l’area: l’e-partograph per monitorare accuratamente il travaglio, riducendo i rischi di complicanze, e il monitor cardiotocografico per l'identificazione di casi a rischio di sofferenza fetale al momento del ricovero ospedaliero. Nell'ambito del progetto, inoltre, viene fornita l'informatizzazione in tempo reale dei dati dei pazienti in ospedale, rendendone più facile la raccolta e la condivisione, e si punta ad aumentare il personale qualificato, attraverso il supporto specifico alla Scuola per ostetriche e infermieri dell'ospedale St. Luke di Wolisso.