Fecondazione assistita: oltre 4.500 firme per le indagini preimpianto nei Lea

Consegnate al ministero della Salute

Fecondazione assistita: oltre 4.500 firme per le indagini preimpianto nei Lea

di redazione

Sono più di 4.500 le firme che l'Associazione Luca Coscioni ha consegnato martedì 21 luglio al ministero della Salute a sostegno della richiesta di inserire la diagnosi preimpianto, oggi esclusa dal Servizio sanitario nazionale, nei Livelli essenziali di assistenza (Lea).

Grazie a queste tecniche diagnostiche, ricorda l'Associazione, nel 2016 sono nati 599 bambini e 705 nel 2017, che si aggiungono alle oltre 14 mila nascite annuali grazie alle altre tecniche di fecondazione medicalmente assistita. «Si tratta di bambini che non sarebbero mai nati se i loro genitori non avessero avuto accesso a queste tecniche - ricorda Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni - una possibilità che  è stata ottenuta con spesa a carico delle Regioni grazie all’intervento dei tribunali».

Al ministro Speranza l'Associazione chiede inoltre che siano aggiornati i Lea, fermi al 2017: «I malati – sottolinea Gallo - non possono più attendere i tempi della politica».

L’Associazione e le altre associazioni di pazienti hanno  nuovamente chiesto che sia aggiornata «in modo chiaro» la parte del nomenclatore Lea sulle prestazioni di Procreazione assistita e che le tabelle sui costi siano corrispondenti ai reali costi per le tecniche avanzate di Pma, che «allo stato attuale non effettivamente erogabili»; che siano aggiornate le linee guida sulla legge 40; che sia tolto il limite di 46 anni per l’accesso alla Pma a carico del Ssn; che nella relazione annuale al Parlamento sulla legge 40 sia prevista la possibilità di conoscere il numero di embrioni non idonei per una gravidanza prodotti dal 2010.