I pazienti con malattie croniche e rare: la telemedicina per riorganizzare l'assistenza sul territorio

La richiesta al Governo

I pazienti con malattie croniche e rare: la telemedicina per riorganizzare l'assistenza sul territorio

di redazione

Ridisegnare il sistema sanitario nazionale «senza indugio» facendo ricorso alla telemedicina come modello nazionale di assistenza domiciliare territoriale efficace sia sull’assistenza al paziente sia nei risparmi delle risorse.

A chiederlo al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al ministro della Salute, Roberto Speranza,sono una quindicina di Associazioni in rappresentanza di oltre 10 milioni di pazienti interessati alla donazione di organi, tessuti e cellule, affetti da scompenso cardiaco, da sclerosi multipla, da malattie allergiche e respiratorie, da malattie cardiovascolari, da ipertensione polmonare, da angioma cavernoso cerebrale, da malattie reumatologiche e rare, da Bpco, da diabete, da malattie rare

L Associazioni hanno inviato al premier e al ministro un documento che prende spunto dalla situazione di emergenza che sta vivendo il Paese e dai drammatici dati sulla mortalità, in particolare di persone fragili, gran parte delle quali affette dalle patologie rappresentate. Le Associazioni chiedono in particolare che si valuti l’urgenza di armonizzare le varie esperienze di telemedicina che già esistono a livello di singole realtà e si proceda con un modello unico di home care cure, in special modo per patologie croniche e rare a stadi avanzati e gravi, utilizzando la telemedicina quale supporto per far rimanere il paziente a casa con la dovuta e necessaria assistenza, con impatto positivo anche economico sul Ssn.

Il provvedimento «deve rappresentare il modello di sanità del futuro – scrivono - e sarà indispensabile nella fase 2».

Le Associazioni «sono pronte a fare la loro parte – concludono -assicurando il contributo dei pazienti quali utilizzatori informati per collaborare con medici e strutture ospedaliere con i sistemi della telemedicina».