Sui tempi di attesa Regioni e Aziende sanitarie ancora lontane dalla trasparenza

L'indagine

Sui tempi di attesa Regioni e Aziende sanitarie ancora lontane dalla trasparenza

di redazione

Solo nove Regioni hanno portali interattivi, ma nessuna di loro fornisce informazioni nè sul rispetto dei tempi massimi di attesa né, per ciascuna prestazione, l’indicazione della prima disponibilità per il cittadino con i tempi di attesa delle strutture eroganti.

È questa, in sintesi, la conclusione del monitoraggio sulla rendicontazione pubblica dei tempi di attesa da parte di Regioni e Aziende sanitarie.

Il Piano nazionale di governo delle liste d'attesa (Pngla) 2010-2012 aveva previsto un monitoraggio annuale sistematico della loro presenza sui siti web di Regioni e Province autonome e di Aziende sanitarie. Queste informazioni, secondo quanto previsto dal successivo “decreto trasparenza”, dovrebbero essere rese disponibili a tutti i cittadini con l'obiettivo di favorire il controllo diffuso sull'operato delle Istituzioni e sull'utilizzo delle risorse pubbliche.

«L’Osservatorio Gimbe – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – ha rilevato che il ministero della Salute non ha mai pubblicato i risultati del monitoraggio previsto dal Pngla 2010-2012. In particolare, non è disponibile alcun report sui recepimenti regionali del Pngla e sulla redazione dei piani attuativi aziendali, né tantomeno sulla rendicontazione pubblica dei tempi di attesa, oggetto solo di studi a campione effettuati da varie organizzazioni».

La ricerca delle informazioni è stata effettuata sia consultando direttamente i siti web istituzionali di Regioni, Province autonome e Aziende sanitarie, sia tramite ricerche motori di ricerca utilizzando specifiche parole chiave.

Da segnalare che mentre veniva effettuato il monitoraggio, il Governo ha stanziato 400 milioni di euro complessivi per il triennio 2019-2021 «l’implementazione e l’ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche legate ai sistemi di prenotazione elettronica per l’accesso alle strutture sanitarie» e a febbraio 2019 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il Pngla 2019-2021 che apporta diverse novità rispetto al piano precedente.

Di seguito i risultati principali dello studio (i dati di Regioni e Province autonome sono aggiornati al 6 maggio 2019, mentre quelli delle Aziende sanitarie si riferiscono a dicembre 2018).

Piani Regionali: tutte le Regioni e Province autonome rendono disponibili sia le delibere di recepimento del Pngla 2010-2012 sia i Piani Regionali per il governo delle liste di attesa che nel periodo 2010-2018 sono stati aggiornati e/o integrati in misura molto variabile.

Trasparenza dei tempi di attesa: la rendicontazione pubblica relativa alle 43 prestazioni ambulatoriali previste dal Pngla 2010-2012 è ancora lontana da standard ottimali ed estremamente variabile tra le diverse Regioni, nonostante il netto miglioramento rispetto ai risultati preliminari dello studio pubblicati a luglio 2018; in particolare: nove Regioni (Provincia autonoma di Bolzano, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta) dispongono di portali interattivi; otto Regioni (Provincia autonoma di Trento, Abruzzo, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto) rendono disponibili solo l’archivio storico con dati, range temporali e frequenza di aggiornamento estremamente variabili; tre Regioni (Campania, Sicilia, Umbria) rimandano ai siti web delle Aziende sanitarie senza effettuare alcuna aggregazione dei dati, rendendo impossibile valutare il range temporale e la frequenza di aggiornamento degli archivi storici; una Regione (Calabria) non fornisce alcuna informazione sui tempi di attesa.

Aziende sanitarie. Solo 49 su 269 (18%) Aziende sanitarie rendono disponibile il piano attuativo aziendale, mentre l’83% effettua una rendicontazione pubblica sui tempi di attesa sul proprio sito o rimandando a quello della Regione; tuttavia, le informazioni disponibili sono frammentate e notevolmente eterogenee rispetto alla potenziale utilità per gli utenti.