Il testo unico sulle malattie rare è legge

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Il testo unico sulle malattie rare è legge

Più fondi alla ricerca e all’inclusione sociale dei pazienti, semplificazione dell’accesso ai farmaci, più attenzione nella transizione dei malati dall’infanzia all’età adulta. Molte le novità del testo, che tuttavia, prima di essere pienamente attuato, dovrà superare altri passaggi

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Immagine: Fratello.Gracco, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

La commissione Igiene e Sanità del Senato ha approvato approvato all'unanimità in sede deliberante il testo unico sulle malattie rare che ora diventa legge. 

Il testo prevede l’attuazione del Piano diagnostico terapeutico assistenziale personalizzato; garantisce un percorso strutturato della transizione dall’età pediatrica all’età adulta; prevede che i farmaci, una volta approvati dall’AIFA, siano resi immediatamente disponibili da tutte le Regioni. Viene inoltre istituito un fondo di solidarietà finalizzato a favorire l’inclusione sociale dei pazienti, ovvero l’istruzione e l’inserimento lavorativo e sociale degli stessi. Il fondo, come spesso sottolineato, è largamente insufficiente per i bisogni, ma è un segnale di attenzione. Vengono incrementati i finanziamenti per la ricerca (progetti pubblici e privati), viene confermato e rafforzato il Centro Nazionale Malattie Rare (CNMR) all’interno dell’Istituto Superiore di Sanità con le proprie competenze e istituito un comitato nazionale – composto da rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali, associazioni dei pazienti, enti di ricerca e società scientifiche - atto a tracciare linee e strategie di intervento.

«È una buona notizia che sia stato approvato oggi in Senato all’unanimità il disegno di legge sulle malattie rare. Prevede tra l’altro l'aggiornamento dell'elenco delle malattie, il potenziamento delle attività di screening e l’istituzione di un fondo di solidarietà destinato a pazienti e famiglie. Il Servizio Sanitario Nazionale deve prendersi cura di tutti, anche di chi soffre delle patologie più rare», ha detto su Facebook il ministro della Salute Roberto Speranza.

Esulta anche la presidente della commissione Annamaria Parente: «Un aiuto concreto ai pazienti e alle loro famiglie e un esempio di buona politica», dice. «Ora bisogna attuare le normative in tutte le regioni, mettere a sistema l'esistente, aggiornare il piano per le malattie e rare ogni tre anni». 

La piena attuazione della legge, infatti, non è immediata. Ora occorreranno «5 differenti atti», ricorda l’Osservatorio Malattie Rare

«Per quanto riguarda i 2 decreti necessari: entro 2 mesi deve essere istituito il Comitato Nazionale per le Malattie Rare (decreto del ministero della Salute); entro 3 mesi, invece, deve essere istituito il Fondo di Solidarietà per le persone affette da malattie rare (decreto del ministero del Lavoro di concerto con ministero della Salute e MEF)». 

Poi sono necessari «due importanti accordi che devono essere presi in sede di Conferenza Stato Regioni: uno è quello relativo all’approvazione del Secondo Piano Nazionale Malattie Rare e riordino della Rete, un atto atteso ormai da tantissimi anni, che deve essere adottato, in sede di prima attuazione, entro tre mesi. Vi è poi un secondo accordo di competenza della Conferenza Stato-Regioni, con cui dovranno essere definite le modalità per assicurare un’adeguata informazione dei professionisti sanitari, dei pazienti e delle famiglie, da adottarsi entro 3 mesi». 

Per concludere: entro «6 mesi dall’entrata in vigore, servirà anche un regolamento del ministero della Salute, di concerto con il ministero dell’Università e Ricerca, per stabilire i meccanismi di funzionamento degli incentivi fiscali in favore dei soggetti, pubblici o privati, impegnati nello sviluppo di protocolli terapeutici sulle malattie rare o alla produzione dei farmaci orfani».