USA. La fecondazione assistita mette a rischio la mamma quando non è coperta dall'assicurazione

Diritto alla salute

USA. La fecondazione assistita mette a rischio la mamma quando non è coperta dall'assicurazione

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Negli Usa circa l’11% delle donne tra i 15 e i 44 anni e il 21% delle donne sposate e senza figli hanno avuto difficoltà a restare incinte o a portare a termine la gravidanza, ma i trattamenti per la fertilità hanno costi proibitivi per molte coppie
di redazione

Con 17 casi ogni ogni 100mila nascite, gli Stati Uniti si trovano al 56esimo posto della classifica mondiale sui tassi di mortalità materna (l’Italia è al primo insieme a Norvegia, Polonia e Bielorussia con il minor numero di decessi ). Ma agli esperti di salute pubblica americani potrebbe essere sfuggita una strategia efficace per migliorare indirettamente questo risultato poco edificante. Secondo una recente indagine pubblicata su Fertility and Sterility negli Stati in cui le procedure di procreazione medicalmnete assistita sono coperte dall’assicurazione sanitaria la mortalità delle donne durante la gravidanza, il parto o il puerperio si riduce del 20 per cento. 

Negli Usa circa l’11 per cento delle donne tra i 15 e i 44 anni e il 21 per cento delle donne sposate e senza figli hanno avuto difficoltà a restare incinte o a portare a termine la gravidanza, ma i trattamenti per la fertilità come la fecondazione in vitro hanno costi proibitivi per molte coppie, considerando anche il fatto che difficilmente il traguardo di avere un figlio va in porto al primo tentativo. 

Tra il 1977 e il 2001, 15 Stati americani hanno imposto alle compagnie di assicurazioni sanitarie l’obbligo di coprire le spese per le terapie per l’infertilità. 

Esaminando i dati della mortalità femminile è emerso che negli Stati dove è prevista la copertura sanitaria il tasso di mortalità femminile scende notevolmente. 

«I risultati di studi precedenti suggerivano che l’obbligo di copertura aumentava l'accesso ai trattamenti dell'infertilità, ma poche ricerche sono state condotte sull’impatto di quei provvedimenti sulla salute materna», ha dichiarato Joelle Abramowitz, assistente di ricerca presso il Survey Research Center dell'Università del Michigan che ha condotto lo studio. 

L’accesso alle procedure di procreazione medicalmente assistita garantito dalle assicurazioni si traduce in 3,4 decessi in meno su 100mila nascite, pari a una riduzione del tasso di mortalità del 20 per cento rispetto alla media di 17 morti registrata nel Paese. 

La ricerca ha coinvolto donne tra i 35 e i 49 anni tra il 1981 e il 1988 e i risultati sono frutto del confronto tra i dati raccolti negli Stati senza l’obbligo della copertura sanitaria e gli Stati con l’obbligo, prima e dopo la sua introduzione. 

Perché facilitare l’accesso ai trattamenti per la fertilità protegge le donne dai rischi associati alla maternità? 

Una delle ipotesi è che le donne prive del sostegno delle assicurazioni scelgano strutture più economiche e meno sicure per le procedure di procreazione assistita. Ma è possibile anche un’altra spiegazione: le donne che accedono ai trattamenti per la fertilità vengono sottoposte a una serie di controlli che garantiscono una maggiore protezione anche da malattie tipicamente femminili.  

«La raccolta di un maggior numero di dati consentirebbe ai ricercatori di approfondire meglio il ruolo dei determinanti della salute materna, salvando così la vita di un maggior numero di donne e migliorando il loro benessere», afferma in conclusione Abramowitz.