L’acido bempedoico riduce il colesterolo nei pazienti con ipercolesterolemia familiare

EAS2020

L’acido bempedoico riduce il colesterolo nei pazienti con ipercolesterolemia familiare

di redazione

L’acido bempedoico ha mostrato di poter ottenere riduzioni significative del colesterolo nelle persone con la forma più comune di ipercolesterolemia familiare. Questo dicono i risultati di un'analisi aggregata di oltre 3 mila pazienti arruolati in due studi di fase III, presentati da Daiichi Sankyo all’88° Congresso annuale della European Atherosclerosis Society, svoltosi in modalità virtuale dal 4 al 7 ottobre.

I dati dell'analisi dicono che l'acido bempedoico ha ridotto i livelli di colesterolo delle lipoproteine ​​a bassa densità (C-LDL) del 22,3% rispetto al placebo nei pazienti con ipercolesterolemia familiare eterozigote (HeFH) che assumevano statine alla massima dose tollerata con o senza ulteriori terapie ipolipemizzanti (LLT). Inoltre, è stato ben tollerato e non sono stati osservati nuovi eventi avversi.

L’ipercolesterolemia familiare eterozigote colpisce più di 30 milioni di persone nel mondo e causa un aumentato rischio di eventi cardiovascolari come infarto o ictus. Fino all'80% dei pazienti non raggiunge gli obiettivi di C-LDL raccomandati dalle linee guida nonostante ricevano trattamenti come statine e altre terapie ipolipemizzanti.

«Nei pazienti con HeFH, una decisa riduzione del colesterolo LDL è «un intervento fondamentale per la prevenzione anche se è un obiettivo difficile da raggiungere» spiega P. Barton Duell, professore di Medicina all’Oregon Health & Science University di Portland, che ha presentato i dati all'EAS. «Per questo – aggiunge - sono necessarie nuove opzioni di trattamento».

L'acido bempedoico «fornisce un nuovo meccanismo d'azione per la riduzione del colesterolo LDL che è complementare alle statine e ad altre terapie ipolipemizzanti» sottolinea Jarkko Soronen, direttore del Dipartimento di Medical Affairs, Antithrombotic & Cardiovascular di Daiichi Sankyo Europa, e «ciò significa che può essere utilizzato come aggiunta ai trattamenti esistenti per abbassare ulteriormente i livelli di C-LDL». Secondo Soronen, l'acido bempedoico e la sua associazione a dose fissa con ezetimibe «potrebbero diventare nuove importanti opzioni di trattamento che hanno il potenziale per ridurre il peso delle malattie cardiovascolari in Europa, dove i costi sanitari diretti associati ammontano a 111 miliardi di euro all'anno»