Addio lassativi, la stitichezza si cura con la stimolazione elettrica transaddominale

La proposta

Addio lassativi, la stitichezza si cura con la stimolazione elettrica transaddominale

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I ricercatori avvertono: lo studio non fornisce prove definitive dell’efficacia del metodo, ma è una strategia che merita di essere approfondita
di redazione

Indolore, senza effetti collaterali, efficace, dai costi accessibili. Con questi requisiti la nuova terapia contro la stipsi (o stitichezza) cronica potrebbe diventare una valida alternativa ai farmaci. L’intervento consiste in sedute di stimolazione elettrica con elettrodi posizionati nei punti dell’addome dove passano i nervi che fanno contrarre l’intestino. Gli impulsi elettrici favoriscono le contrazioni. Nei pazienti che si sottopongono a questa terapia l’intestino riprende i movimenti naturali ottenendo la defecazione spontanea con una frequenza che va dalle tre alle quattro volte a settimana. 

La stipsi cronica colpisce il 15 per cento della popolazione generale con un’alta percentuale di pazienti che non risponde alle terapie tradizionali. 

Sono tante le persone che non trovano alcun giovamento dalla consueta trafila degli interventi: si comincia con la dieta aumentando le fibre e i liquidi e si finisce con i lassativi. Tra le strategie alternative più promettenti c’è appunto la stimolazione elettrica con correnti interferienzali. La tecnica è la stessa di quella utilizzata in fisioterapia per i dolori muscolo-scheletrici: si posizionano gli elettrodi in punti nevralgici e si inviano segnali elettrici con correnti di bassa intensità. 

I ricercatori hanno testato i vantaggi di questo approccio su 45 donne tra i 18 e i 74 anni divise in due gruppi: il primo gruppo è stato sottoposto al trattamento vero che consisteva in sedute di stimolazione elettrica un’ora al giorno per 6 settimane, il secondo ha utilizzato un dispositivo identico che però non generava alcuna corrente elettrica. Le pazienti annotavano su un diario i sintomi per tutto il periodo dello studio. 

Ebbene, nel gruppo sottoposto alla terapia il 53 per cento delle donne ha raggiunto l’obiettivo primario della sperimentazione che consisteva in 3 o 4 movimenti spontanei dell’intestino a settimana in confronto al 12,5 per cento del gruppo di controllo. 

La stimolazione elettrica, inoltre, ha ridotto i sintomi fastidiosi provocati dalla stitichezza, come dolore addominale e gonfiore, e ha consentito alle donne di diminuire l’uso dei lassativi. Il 50 per cento delle donne sottoposte alla stimolazione ha ridotto il consumo dei farmaci rispetto al 14 per cento del gruppo di controllo. Dopo tre mesi dall’intervento la qualità di vita delle donne che avevano ricevuto il nuovo trattamento era notevolmente superiore a quella delle altre, come riportato dai punteggi sui questionari.

Gli autori dello studio non pretendono di avere fornito con questo piccolo trial prove definitive dell’efficacia del metodo, ma sostengono di aver proposto una promettente alterativa terapeutica che vale la pena sottoporre a ulteriori indagini. 

«In conclusione, la stimolazione elettrica interferenziale transaddominale è un metodo di trattamento non farmacologico efficace e ben tollerato per le donne che soffrono di stipsi, capace di ridurre la gravità dei sintomi, aumentare la defecazione spontanea e ridurre l'uso di lassativi», concludono i ricercatori.