Adhd: attenzione agli effetti collaterali dei farmaci. Fanno ingrassare i bambini

Cum grano salis

Adhd: attenzione agli effetti collaterali dei farmaci. Fanno ingrassare i bambini

Bastano 12 settimane di trattamento per allargare il girovita e ridurre la sensibilità all’insulina
redazione

adhd child.jpg

In Italia il problema Adhd resta contenuto: nel nostro Paese, secondo i dati del Registro nazionale Adhd tra il 2007 e il 2016 poco più di 3.000 bambini hanno ricevuto una diagnosi di Adhd e un trattamento farmacologico

Aumento di peso e un maggior rischio di diabete. Sono le conseguenze delle terapie a base di antipsicotici somministrate a bambini e adolescenti con disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Adhd). Bastano 12 settimane di trattamento per allargare il girovita e ridurre la sensibilità all’insulina. 

L’allarme viene lanciato da uno studio pubblicato su Jama Psychiatry che ha coinvolto 144 giovani tra i 6 e i 18 anni di età in cura con i farmaci antipsicotici per gestire i disturbi del comportamento.

Questa categoria di sostanze, in origine indicata per i casi di schizofrenia pediatrica, viene spesso usata nei ragazzi con una diagnosi di Adhd che non rispondono ai farmaci specifici come il metilfenidato.

In Usa più che in Italia, c'è da dire. Nel nostro Paese, infatti, il trattamento farmacologico dell'Adhd è un fenomeno abbastanza contenuto: secondo i dati del Registro nazionale Adhd tenuto dall'Istituto superiore di sanita, tra il 2007 e il 2016 poco più di 3.000 bambini hanno ricevuto una diagnosi di Adhd e un trattamento farmacologico.

I ricercatori hanno osservato gli effetti sui piccoli pazienti di tre antipsicotici: aripiprazolo, olanzapina e risperidone. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti alla misurazione della massa grassa prima di iniziare la terapia e poi successivamente a distanza di 6 settimane e di 12 settimane dal primo giorno di trattamento. 

Il quadro clinico dei ragazzi è stato completato con le immagini della risonanza magnetica (prima della terapia e dopo 12 settimane) del grasso subcutaneo addominale, un ben noto fattore di rischio per il diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari. I ricercatori hanno misurato anche la sensibilità all’insulina all’inizio dello studio e dopo 12 settimane. 

All’inizio dell’indagine il 30 per cento del campione analizzato era in sovrappeso o obeso, un dato che rispecchia quello osservato nella popolazione generale. Dopo 12 settimane di terapia con antipsicotici lo scenario era cambiato e la percentuale di ragazzi dal peso eccessivo era salita al 46,5 per cento. 

Il farmaco dall’impatto maggiore sulla bilancia è l’olanzapina. Ma tutti e tre gli antipsicotici hanno provocato un aumento di peso in chi li ha assunti. 

«Sapevamo che questi farmaci provocassero un aumento di peso - hanno dichiarato gli autori dello studio - Ma non sapevamo quanto di quell’aumento di peso fosse dovuto al grasso e non a liquidi. Sapevamo anche che i bambini in cura con gli antipsicotici erano più esposti al diabete. Ma finora nessuno aveva unito i puntini di un disegno che contempla sia l’aumento di peso che la riduzione della sensibilità all’insulina». 

Sorprendentemente gli effetti degli antipsicotici non sembrano essere compensati dagli effetti degli stimolanti, noti per provocare al contrario una perdita del peso.  I bambini che assumono entrambi i tipi di farmaci sono comunque inclini a ingrassare.  

«Qualche medico sperava che il trattamento con stimolanti potesse compensare l’aumento di peso provocato dagli antipsicotici - dicono gli autori dello studio - Ma nel nostro studio gli stimolanti non hanno fatto alcuna differenza». 

I ricercatori invitano i medici a valutare attentamente le conseguenze sul peso di questa categoria di farmaci spesso prescritta in situazioni di emergenza quando un bambino, per esempi, viene sospeso dalla scuola a causa di ripetuti comportamenti difficilmente gestibili dall’insegnante. 

«Ma la decisione di utilizzare farmaci antipsicotici - concludono i ricercatori - deve essere presa con la piena consapevolezza di tutti i rischi, così come dei potenziali benefici del trattamento».