Alcol e Covid, una combinazione che aumenta il rischio di intubazione

L'allarme

Alcol e Covid, una combinazione che aumenta il rischio di intubazione

di redazione

Non è vero che l’etanolo disinfetta e nemmeno che debella il virus del Covid e aumenta le difese immunitarie; al contrario, l’etanolo aumenta i recettori ACE2 per Covid.

A lanciare l'allerta è Gianni Testino, presidente della Società italiana di alcologia (Sia),durante il primo appuntamento della campagna formativa “ALCOHOL Hub” promosso dalla Sia con il sostegno non condizionato di Alfasigma.

«L’alcol e in particolare l’etanolo peggiorano i danni causati dal Covid-19 – avverte Testino - e viceversa il Coronavirus può ulteriormente aggravare le condizioni dei fegati grassi. In un Paese in cui ci sono 34 milioni di consumatori di alcol di cui 12 milioni che ne fanno uso giornaliero, è imprescindibile lanciare questo appello: chi beve, diminuisca l’apporto. Chi non beve, invece, non inizi a farlo perché spinto da quelle fake news che girano online».

Oltretutto, «i fegati grassi da alcol sono più fragili e la sovrapposizione con il virus del Covid peggiora la prognosi del paziente». Infine, «l’etanolo distrugge le giunzioni cellulari in sede alveolare polmonare e favorisce la sovrapposizione batterica nonché lo “tsunami citochimico” con incremento del rischio di intubazione».

Il presidente della Sia sottolinea che da febbraio a giugno 2020 il 20% dei pazienti «ha vissuto una ricaduta alcolica con scompenso epatico» e vi è stato anche un aumento del 15% di nuovi pazienti alcol dipendenti, «già consumatori sociali che hanno spinto il loro continuum alcolico verso la dipendenza».

Purtroppo negli ultimi anni la percentuale delle persone che sviluppa la cirrosi a causa dell’abuso di alcolici è in aumento, soprattutto in giovane età. «Si comincia a bere prima – conclude Testino - ma soprattutto fuori pasto. Non mi meraviglio che abbiamo portato un ragazzo a 37 anni in sala operatoria per un trapianto di fegato».