Un algoritmo predice il peggioramento dell’insufficienza cardiaca e dà il tempo al medico di intervenire

Innovazione

Un algoritmo predice il peggioramento dell’insufficienza cardiaca e dà il tempo al medico di intervenire

di redazione

Riconoscere con oltre un mese di anticipo i campanelli di allarme che indicano un peggioramento dello scompenso cardiaco in grado di richiedere un ricovero in ospedale. 

È quanto premette un algoritmo che combina i trend rilevati dal monitoraggio remoto con il profilo clinico del paziente secondo uno studio pubblicato sulla rivista EP Europace.

Nello studio (denominato SELENE), in cui sono stati coinvolti 918 pazienti afferenti a 34 centri (32 dei quali in Italia) seguiti per quasi due anni, è emerso che l’algoritmo è capace di prevedere due terzi delle prime ospedalizzazioni per insufficienza cardiaca post-impianto con un preavviso mediano di 42 giorni, e un tasso di falsi positivi di soli 0,7 allarmi per paziente all'anno. 

Un allarme basato su questo algoritmo darebbe ai medici il tempo di adottare misure preventive che possono migliorare gli esiti per i pazienti e ridurre le ospedalizzazioni. 

«Abbiamo sviluppato e validato un indice o score in grado di predire episodi di scompenso cardiaco acuto con 42 giorni di anticipo», ha commentato Antonio D’Onofrio, ricercatore responsabile dello studio SELENE HF e direttore dell'unità di elettrofisiologia e stimolazione cardiaca presso l'Ospedale Monaldi di Napoli. «Tale intervallo di tempo consente al cardiologo di mettere in atto una serie di azioni: dalla verifica della corretta assunzione dei farmaci, al potenziamento della terapia, evitando nuove ospedalizzazioni che, di solito, sono caratterizzate da elevato rischio di successivi ricoveri, deficit contrattile progressivo, elevata mortalità e notevole spesa per qualsiasi sistema sanitario, non solo italiano. Nei pazienti, invece, con stabilità emodinamica e clinica, lo score può aiutare a ridurre i controlli inutili con notevole risparmio di costi per il paziente, per i caregivers e per il sistema sanitario».

«Lo studio Selene HF rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione interdisciplinare tra specialisti dell'insufficienza cardiaca ed elettrofisiologia mirata ad accrescere la conoscenza scientifica e guidare l'innovazione nel campo dell'insufficienza cardiaca», ha aggiunto Gianfranco Sinagra, direttore SC Cardiologia e DAI Cardiotoracovascolare, dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste. «L’algoritmo individuato grazie allo studio SELENE HF ha un grande potenziale e può rappresentare una soluzione pratica per l’individuazione di pazienti con maggiore rischio di ospedalizzazione a causa del peggioramento dell'insufficienza cardiaca, ma soprattutto lo straordinario successo è quello di consentire ai medici di intervenire in modo proattivo e tempestivo».