Allergie estive, occhio a insetti, meduse e creme

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Allergie estive, occhio a insetti, meduse e creme

di redazione

Imenotteri, meduse e creme (abbronzanti e non). Sono questi i principali pericoli durante i mesi estivi, a causa delle reazioni allergiche che possono provocare. «La reazione in seguito ad una puntura può essere di tipo locale, quindi provocando un arrossamento, a quella estesa, per cui il gonfiore si estende molto oltre il punto della puntura, oppure gravi e generalizzate conosciute come shock anafilattico, che possono provocare disturbi alla respirazione, calo della pressione, sino a reazioni ben più gravi che evolgono molto rapidamente», spiega Massimo Triggiani, presidente della Società italiana allergologia asma e immunologia clinica (Siaaic).

Ogni anno un italiano su cinque (5%) ha una reazione allergica a causa delle punture di vespe, api e calabroni, insetti della famiglia degli imenotteri. Per evitarle, secondo gli specialisti Siaaic, bastano poche accortezze, tra cui evitare di indossare abiti di colore sgargiante o con disegni floreali, non fare movimenti bruschi se si è avvicinati da questi insetti, non usare cosmetici profumati, lacca per capelli o essenze odorose e prendere le dovute cautale sia quando si sta all'aperto che in casa (insetticidi, protezioni come scarpe, maniche lunghe, pantaloni e guanti).

Spesso però il pericolo non è soltanto nell'aria, ma anche nell'acqua. «Quella delle meduse è una puntura molto dolorosa e fastidiosa, con reazione irritativa e locale con un forte aumento di reazioni allergiche scatenate. E si parla anche di morti», aggiunge Triggiani. «Per una reazione anafilattica grave contribuisce anche l'aver fatto uno sforzo fisico al momento della puntura e l'assunzione di antiinfiammatori nei giorni precedenti: questi due fattori potrebbero aumentare la gravità della reazione».

Cosa fare in caso di puntura? Se siete allergici avrete bisogno urgentemente di adrenalina, altrimenti (a volte queste cose si scoprono soltanto dopo) bisogna stare calmi, respirare normalmente, uscire dall'acqua e lavarsi la parte colpita con acqua di mare. Non metterei quella dolce perché favorisce la scarica del veleno, dicono gli esperti Siaaic, e lasciar stare i rimedi naturali come pietre calde e sabbia, perché per annullare le tossine serve una temperatura di 40/50°, mentre ammoniaca e urina potrebbero infiammare ulteriormente. Non grattatevi assolutamente e, se potete, richiedete un gel astringente al cloruro d'alluminio.

Altre fonti di reazioni irritative o allergiche sono le creme e gli oli abbronzanti. Sotto accusa, come spiega Eustachio Nettis, docente universitario di Bari e membro Siaaic, i componenti delle creme solari: l'acido paraminobenzoico (Paba), un filtro chimico che protegge la pelle dai raggi solari ma non è visibile una volta spalmato, i nuovi filtri solari chimici che hanno sostituito il Paba, come benzofenoni e dibenzoilmetano e, in ultimo, il metossicinnamato, profumi e aromatizzanti come il balsamo del Perù o il Lyral che è una fragranza sintetica; conservanti, emollienti ed emulsionanti. Stessi rischi anche dai cosmetici, compresi quelli per la cura dei capelli. Le reazioni cutanee locali a cosmetici interessano circa il 10% delle persone che ne fanno uso. Nella maggior parte dei casi (80%) si tratta di reazioni irritative, ma 2 su 10 sono vere e proprie dermatiti allergiche.

Per questo, spiega Nettis, è meglio optare per prodotti che abbiamo meno di 10 ingredienti, in quanto meno irritanti e meno allergizzanti e che abbiano un contenuto di filtri chimici basso. I soggetti allergici devono conoscere l'elenco delle sostanze sensibilizzanti ponendo attenzione agli ingredienti riportati in etichetta o alle loro sigle corrispondenti o ai termini alternativi con cui vengono a volte indicati. I prodotti erboristici, nonostante possano sembrare innocui o privi di sostanze allergizzanti, in realtà potrebbero indurre delle reazioni cutanee anche molto importanti ed in misura maggiore qualora ad essi vengano aggiunte altre sostanze non dichiarate.