Un’alternativa al bypass gastrico è una “lampadina” nello stomaco che convince il cervello di essere sazio

Innovazione

Un’alternativa al bypass gastrico è una “lampadina” nello stomaco che convince il cervello di essere sazio

Meno invasiva della chirurgia bariatrica ma altrettanto efficace. La procedura, descritta su Nature Communications, sfrutta i progressi dell’optogenitica. Un dispositivo wireless dotato di Led impiantato nello stomaco stimola i recettori del nervo vago inducendo la sensazione di sazietà

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Immagine: © Matthew Linguist/Texas A&M Engineering
di redazione

L’intervento chirurgico più diffuso per perdere peso, il bypassa gastrico, potrebbe venire sostituito da una procedura meno invasiva. 

I ricercatori dell’Università del Texas A&M hanno realizzato un mini dispositivo impiantabile nello stomaco controllato esternamente che stimola le terminazioni del nervo vago inducendo una sensazione di sazietà. 

La nuova tecnologica, descritta su Nature Communications, potrebbe rappresentare un’alternativa più sicura a un’operazione chirurgica che, seppure effettuata in grandi numeri, comporta alcuni rischi, un ricovero ospedaliero di almeno due giorni e un lungo periodo di assestamento. «Volevamo realizzare un dispositivo che non solo richiedesse un intervento chirurgico minimo per l'impianto, ma che consentisse anche di stimolare specifiche terminazioni nervose nello stomaco. Il nostro dispositivo ha il potenziale per fare entrambe queste cose nelle difficili condizioni gastriche, il che, in futuro, potrebbe essere estremamente utile per le persone che necessitano di interventi chirurgici per una considerevole perdita di peso», ha dichiarato Sung II Park, ricercatore del dipartimento di ingegneria elettrica e informatica della Texas A&M University, tra gli autori dello studio. 

Il bypass gastrico è un intervento indicato per persone con indice di massa corporea superiore a 35 e affette da altre patologie correlate all’obesità. È una procedura efficace ma invasiva e da tempo gli scienziati sono in cerca di un’alternativa meno aggressiva. L’attenzione si è concentrata ultimamente sul nervo vago, il nervo che collega lo stomaco al cervello trasferendo informazioni sensoriali sulla sazietà e la fame. Gli attuali dispositivi medici in grado di stimolare le terminazioni del nervo vago funzionano come un pacemaker e sono dotati di fili collegati a una sorgente di corrente che fornisce scosse elettriche per attivare le estremità del nervo. 

La nuova tecnologia, invece, è completamente wireless, e per questa ragione è meno ingombrante e meno fastidiosa. Ed è la prima in grado di agire a livello neuronale al di fuori del cervello. 

Per ottenere questo risultato gli scienziati  hanno utilizzato per la prima volta strumenti di optogenetica per esprimere i geni che rispondono alla luce in specifiche terminazioni del nervo vago. Quindi, hanno progettato un minuscolo dispositivo dotato di un micro LED fissato allo stomaco e di  microchip necessari a comunicare in modalità wireless con una sorgente di radiofrequenza esterna. Quando viene accesa la luce Led, i recettori sul nervo vago si attivano inviando al cervello segnali di sazietà che riducono o eliminano del tutto il desiderio di consumare del cibo. 

Il nuovo dispositivo agisce su un gruppo di recettori del nervo vago diverso da quello generalmente ritenuto responsabile della sensazione di sazietà. I ricercatori ritengono possibile in futuro utilizzare lo stesso dispositivo per  manipolare le terminazioni nervose di tutto il tratto gastrointestinale e di altri organi.

«L’optogenetica wireless e l'identificazione dei percorsi neurali periferici che controllano l'appetito e altri comportamenti sono tutti di grande interesse per le ricerche di base o applicate in elettronica, nella scienza dei materiali e nelle neuroscienze. Il nostro nuovo strumento consente la stimolazione della della funzione neuronale nei sistemi nervosi periferici in un modo che era impossibile con gli approcci esistenti», commenta in conclusione Park.