Anche un solo trauma cranico può favorire l’insorgere della demenza più avanti negli anni

L’indagine

Anche un solo trauma cranico può favorire l’insorgere della demenza più avanti negli anni

Basta anche un solo colpo violento alla testa per aumentare di 1,25 volte il rischio di sviluppare demenza. Le probabilità aumentano con l’aumentare del numero degli episodi. Le lesioni traumatiche cerebrali sono uno dei pochi fattori di rischio prevenibili del declino cognitivo

Amazor_helmet_after_crash.jpg

Immagine: Otoomet, CC0, via Wikimedia Commons
di redazione

Un incidente d’auto, una caduta dalla bicicletta, un impatto violento con l’avversario sportivo. Se è stata la testa a essere coinvolta nell’incidente, basta un solo episodio per aumentare il rischio di sviluppare demenza più tardi nella vita. Il rischio aumenta con il numero di traumi cranici subiti e l’associazione è più forte nelle donne che negli uomini. Sono i risultati di uno studio pubblicato su Alzheimer’s & Dementia: The Journal of the Alzheimer’s Association che ha calcolato le conseguenze a lungo termine delle contusioni cerebrali in base anche alla frequenza con cui sono avvenute. Scoprendo che non c’è una soglia di sicurezza: anche un solo colpo violento alla testa può favorire il declino cognitivo.

«Il trauma cranico è un fattore di rischio significativo per la demenza, ma è un fattore che può essere prevenuto. I nostri risultati mostrano che il numero di lesioni alla testa è importante: più traumi alla testa sono associati a un maggior rischio di demenza. L’associazione è dose-dipendente, il che suggerisce che la prevenzione del trauma cranico potrebbe mitigare alcuni rischi di demenza più avanti nella vita.  Il trauma cranico non è l'unico fattore di rischio per la demenza, ma è uno di quelli modificabili con cambiamenti di comportamento, come indossare caschi e cinture di sicurezza», ha dichiarato  Andrea L.C. Schneider, neurologo della University of Pennsylvania tra gli autori dello studio. 

I ricercatori hanno utilizzato i dati dell’Atherosclerosis Risk in Communities (ARIC) Study, una indagine su un ampio campione della popolazione americana nata per osservare l’associazione tra trauma cranico e demenza in un arco di tempo 25 anni. 

A differenza di altri studi, la nuova ricerca coinvolge la popolazione generale e non gruppi specifici di persone, come i militari o gli sportivi che sono stati al centro di molti studi precedenti. 

Dall’analisi dei dati è emerso che, in confronto ai partecipanti che non avevano mai avuto un trauma cranico, chi aveva subito una sola lesione cerebrale traumatica aumentava il rischio di sviluppare demenza di 1,25 volte. Da due episodi in poi le probabilità di sperimentare un deterioramento delle capacità cognitiva con il passare degli anni aumentavano di due volte. 

Secondo i ricercatori il 10 per cento circa dei casi di demenza nel campione preso in esame potevano essere ricondotti ad almeno un trauma cranico. 

Il dato è frutto dell’osservazione di 15mila partecipanti dall’età media di 54 anni seguiti per 25 anni con visite mediche e consulti telefonici.  È stata osservata una differenza tra maschi e femmine, con le donne più esposte al rischio di andare incontro a demenza associata a un trauma cranico del passato. 

«Data la forte associazione tra trauma cranico e demenza, si avverte la necessità di future ricerche concentrate sulla prevenzione e sulle strategie di intervento finalizzate a ridurre il rischio di lesioni cerebrali. 

I risultati di questo studio hanno già dato il via a molteplici ricerche attualmente in corso per comprendere la cause principali dei traumi alla testa associati alla demenza e per approfondire le differenze osservate tra i sessi», conclude Schneider.