Apnee notturne, chi perde peso dorme meglio e la ragione è impensabile: con la dieta dimagrisce anche la lingua

La scoperta

Apnee notturne, chi perde peso dorme meglio e la ragione è impensabile: con la dieta dimagrisce anche la lingua

L’obesità è il principale fattore di rischio per le apnee notturne. È risaputo che dimagrendo i sintomi migliorano, ma non era chiaro perché. Ora lo sappiamo: quando si perde peso anche il grasso della lingua si riduce e l’aria circola meglio

di redazione

Chi soffre di apnea ostruttiva nel sonno lo ha sperimentato: perdendo peso si dorme meglio. E il motivo è del tutto inaspettato: il respiro migliora perché anche la lingua dimagrisce. Lo hanno scoperto i ricercatori della Perelman School of Medicine della University of Pennsylvania osservando attraverso la risonanza magnetica gli effetti della riduzione del peso sulle vie aeree superiori. Le immagini hanno mostrato un fenomeno finora ignorato: anche il grasso della lingua si assottiglia se ci si mette a dieta. 

Lo studio pubblicato sull’American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine è stato condotto su 67 volontari che soffrivano di apnea ostruttiva del sonno da moderata a lieve e che avevano un indice di massa corporea superiore a 30, indicativo di obesità. Chi seguendo una dieta, chi sottoponendosi a un intervento di chirurgia bariatrica, tutti i pazienti avevano perso il 10 per cento del loro peso impiegando in media più di sei mesi. Dopo il dimagrimento la qualità del sonno era migliorata notevolmente. Il miglioramento, quantificato con un sistema di valutazione ad hoc, è stato pari al 31 per cento. 

I ricercatori avevano sottoposto i volontari a una risonanza magnetica della faringe e dell’addome prima e dopo la perdita di peso. 

Grazie ad analisi statistiche è stato possibile misurare i cambiamenti delle strutture delle vie aeree superiori successivi al dimagrimento per individuare quale di questi avesse contribuito maggiormente al miglioramento del sonno. 

Ebbene, a sorpresa, i ricercatori hanno osservato che a fare la differenza era la riduzione del volume di grasso della lingua. Il dimagrimento aveva provocato anche altri cambiamenti all’interno del cavo orale anch’essi funzionali a una buona qualità del sonno, ma con un impatto minore rispetto al dimagrimento della lingua:  ad assottigliarsi erano anche il muscolo pterigoideo (un muscolo della mandibola) e quello della parte laterale faringea. 

Gli autori dello studio sono convinti che il grasso della lingua possa rappresentare un nuovo target terapeutico per migliorare l’apnea del sonno. E ipotizzano di condurre nuovi studi per individuare la dieta più indicata per ottenere un dimagrimento della lingua. 

«La maggior parte dei medici, e persino degli esperti di apnee notturne, in genere non si sono concentrati sul grasso della lingua per il trattamento dell'apnea notturna.  Ora che sappiamo che il grasso della lingua è un fattore di rischio e che l'apnea notturna migliora quando il grasso della lingua è ridotto, abbiamo stabilito un nuovo target terapeutico che non avevamo mai avuto prima», ha dichiarato Richard Schwab a capo del dipartimento di medicina del sono della Penn Universiity, tra gli auotori dello studio. 

L’obesità è il principale fattore di rischio per le apnee notturne, una condizione che a lungo andare può compromettere anche la salute cardiovascolare aumentando il rischio di ipertensione e ictus. Ma non è l’unico: anche le tonsille voluminose o una chiusura della mandibola errata possono contribuire all’insorgere del disturbo. Inoltre, non è detto che il grasso in eccesso sulla lingua sia una peculiarità delle persone obese. 

Secondo gli autori dello studio, quindi, tutti i pazienti che russano di notte o che soffrono di sonnolenza durante il giorno dovrebbero essere sottoposti a screening per l'apnea notturna, indipendentemente dal fatto che rientrino nella tipica categoria a rischio costituita dalle persone obese. 

«I medici di base, e forse anche i dentisti, dovrebbero chiedere a tutti i loro pazienti se russano o se soffrono di sonnolenza  anche a quelli che hanno un normale indice di massa corporea, poiché, sulla base dei nostri dati, anche loro possono essere a rischio di apnea notturna» ha dichiarato  in conclusione Schwab.