Apnee del sonno. Nei casi più gravi la chirurgia su palato e lingua può risolvere il problema

Lo studio

Apnee del sonno. Nei casi più gravi la chirurgia su palato e lingua può risolvere il problema

Uno studio su Jama dimostra che un’operazione chirurgica combinata che allarga il palato e riduce la lingua può migliorare i sintomi dei pazienti più gravi che non hanno tratto giovamento dalle terapie tradizionali. Ma sono necessari ulteriori studi prima di poterla raccomandare

Cardiac_surgeon_wearing_loupes.jpg

Immagine: Pfree2014 / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)
di redazione

Dieta e attività fisica per dimagrire, apparecchi ortodontici, dispositivi per la ventilazione. C’è chi le ha provate tutte per curare la sindrome delle apnee ostruttive del sonno senza però riuscire a liberarsi del fastidioso disturbo. La buona notizia è che l’ultima strada che gli resta da tentare sembrerebbe funzionare.  

Uno studio pubblicato su Jama ha infatti dimostrato che uno specifico intervento chirurgico combinato che consiste nell’allargare il palato molle e ridurre le dimensioni della lingua migliora i sintomi di chi soffre di apnea ostruttiva grave o moderata che non ha tratto giovamento dagli altri interventi meno invasivi. 

I ricercatori hanno reclutato 102 adulti dall’età media di 44,6 anni che avevano già provato senza successo tutte le opzioni terapeutiche non chirurgiche per migliorare i loro disturbi. 

I partecipanti sono stati divisi in due gruppi, il primo è stato sottoposto alla chirurgia combinata e il secondo indirizzato alle tradizionali terapie, tra cui dieta per perdere peso, uso di dispositivi per la ventilazione, modifica della posizione del sonno.  

Per valutare i progressi raggiunti nei due gruppi sono stati scelti due paramatri: il cosiddetto indice di apnea-ipnoapnea che corrisponde al numero di apnee in un’ora (sopra i 30 si tratta di casi gravi) e la scala di sonnolonza di Epworth che misura attraverso 8 domande il livello generale di sonnolenza diurna. La qualità del sonno e del respiro notturno dei pazienti è stata valutata dopo sei mesi dagli interventi.

Ebbene, i pazienti che sono stati sottoposti al bisturi hanno ottenuto un notevole miglioramento su entrambe le scale di valutazione passando da un punteggio di 47,9 a 20,8 nell’indice di apnea-ipnoapnea e da 12,4 a 5,3 nella scala di valutazione della sonnolenza. 

L’altro gruppo, invece, è passato da 45,3 a 34,5 nell’indice di apnea-ipnoapnea e da 11,1 a 10,5 nella scala di Epworth. 

Questi risultati sono incoraggianti ma non sono ancora sufficienti per poter raccomandare l’intervento a tutti i pazienti con apnee ostruttive gravi. Innanzitutto mancano i dati a lungo termine. È molto probabile che i benefici dell’operazione chirurgica vengano vanificati dall’invecchiamento o dall’aumento di peso e che sia necessario un successivo intervento. 

Non si possono neanche sottovalutare i rischi della procedura. Nel corso dello studio due pazienti (il 4% del campione) sottoposti alla chirurgia hanno avuto gravi effetti collaterali, tra cui un infarto e un episodio di ematemesi (vomito con sangue). 

La procedura testata in questo trial clinico andrebbe inoltre confrontata con altri tipi di interventi chirurgici come l’avanzamento maxillo-mandibolare o la stimolazione delle vie aeree superiori. 

«In questo studio preliminare su adulti affetti da apnea ostruttiva del sonno moderata o grave in cui il trattamento convenzionale ha fallito, la chirurgia palatale e della lingua combinata ha migliorato la sonnolenza riferita dai pazienti e le misure polisonnografiche della gravità della patologia a 6 mesi, sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per confermare questi risultati in ulteriori popolazioni e per valutare la sicurezza, l'utilità clinica e l'efficacia a lungo termine della chirurgia multilivello delle vie aeree superiori per il trattamento di individui con apnea ostruttiva del sonno», concludono i ricercatori.