Arterie bloccate? Per scoprirlo basterà un esame del sangue

Il test

Arterie bloccate? Per scoprirlo basterà un esame del sangue

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Ricercatori americani hanno scoperto 5 metaboliti la cui presenza nel sangue è indicativa di un cattivo funzionamento delle arterie. In futuro con un semplice prelievo si potrebbero migliorare le previsioni sul rischio di malattia coronarica
di redazione

Capire se un individuo è a rischio di ischemia con un semplice esame del sangue. È quanto promettono i ricercatori della Duke Health che hanno messo a punto un test in grado di scoprire se le arterie che trasportano il sangue al cuore sono libere o bloccate, se il loro diametro è normale o si è ristretto. Il tutto con un banale prelievo.

Lo studio da cui nasce questo nuovo esame diagnostico è stato descritto su PlosOne. I ricercatori hanno reclutato 40 persone, alcune con ischemia, altre sane che sono state sottoposte a un test sotto sforzo che consisteva in una energica camminata sul tapisroulant. Nei pazienti con problemi cardiovascolari il ridotto afflusso di sangue al cuore era accompagnato da riconoscibili cambiamenti nella composizione del sangue: nelle due ore successive allo sforzo si osservava la presenza di cinque specifici metaboliti che i ricercatori considerano affidabili indicatori di problemi cardiovascolari e fattori di rischio per la sindrome coronarica acuta, definizione che riunisce le patologie delle arterie coronariche, ischemia in primis.

«Esiste un crescente interesse peri marcatori ematici dell'ischemia miocardica e della lesione del miocardio. I profili metabolici sono stati proposti come una delle strategie per identificare queste patologie. In questo studio, abbiamo confrontato i pazienti con ischemia sottoposti a uno stress-test da sforzo a pazienti senza ischemia per confrontare i cambiamenti del profilo metabolico dal basale alle 2 ore successive al test. Abbiamo trovato 5 metaboliti che sembrano variare nella concentrazione in modo diverso nei pazienti con ischemia miocardica rispetto a quelli senza nel test da stress standard. Riteniamo che questa sia un'ipotesi valida da approfondire e convalidare in ulteriori studi», affermano gli autori dello studio. 

La sindrome coronarica acuta (Sca) è la principale causa di morte per gli americani, responsabile di un decesso su tre. Ogni anno oltre 6 milioni di persone vengono portate di corsa nei reparti di emergenza con i sintomi tipici della Sca. La ricerca dei biomarcatori cardiaci e i test sotto sforzo sono i pilastri della valutazione del rischio di Sca ma presentano limitazioni.

«I cardiologi eseguono un test sotto sforzo per determinare chi è a rischio di malattie cardiache - ha detto Alexander T. Limkakeng Jr., M.D., autore principale dello studio e professore associato di medicina d'urgenza presso la Duke University - I risultati del test indicano se c’è bisogno di uno studio più invasivo come una cateterizzazione: ampliare le potenzialità del test sotto sforzo con la ricerca dei metaboliti potrebbe rendere il processo diagnostico più accurato o più efficiente».

In futuro quindi il rischio di ischemia potrebbe essere individuato abbinando i risultati dello stress-test con quelli di un esame del sangue per la ricerca dei cinque metaboliti. 

«Il nostro lavoro, sebbene preliminare, è in linea con altre ricerche che indicano che i profili metabolici a riposo possono  essere indicativi al di là dei tradizionali sistemi di diagnosi del rischio di sindrome coronarica acuta, anche in pazienti asintomatici. In particolare, le acilcarnitine a catena media e lunga sono state associate ad un aumento del rischio. Questo modello di indagine metabolica merita di essere approfondito con ulteriori studi», spiegano i ricercatori. 

I 5 metaboliti chiave sono state individuati tra oltre 60 sostanze chimiche o composti nel sangue che sembravano cambiare in pazienti con test di stress cardiaco anormale. I ricercatori sperano di iniziare uno studio più ampio per testare l’efficacia del nuovo esame nell’individuare la malattia coronarica, hanno detto.