Artrite psoriasica: via libera dell’Aifa a rimborsabilità di apremilast

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Artrite psoriasica: via libera dell’Aifa a rimborsabilità di apremilast

redazione

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha autorizzato la rimborsabilità da parte del servizio sanitario nazionale di apremilast (nome commerciale Otezla) per pazienti adulti con artrite psoriasica attiva che non abbiano risposto in modo inadeguato o siano risultati intolleranti ad almeno due farmaci modificanti la malattia convenzionali e in cui i  farmaci biologici siano controindicati o non tollerati. 

Il nuovo farmaco, ad assunzione orale, non richiede lo screening preventivo per la tubercolosi o il monitoraggio di laboratorio periodico.

È un inibitore della PDE4 e rappresenta il primo trattamento orale approvato negli ultimi 15 anni per il trattamento dell’artrite psoriasica, malattia che colpisce circa 250 mila persone in Italia. L’artrite psoriasica è una patologia infiammatoria cronica che provoca dolore e tumefazione articolare, oltre ad altri sintomi clinici, spesso incidendo negativamente sulla quotidianità di chi ne è affetto. 

«Apremilast è un’opzione terapeutica a disposizione dei pazienti che non rispondono in modo adeguato ai trattamenti attualmente a disposizione per l’artrite psoriasica», spiega Antonio Marchesoni, responsabile della struttura semplice per la Diagnosi e la Terapia delle Artropatie Infiammatorie Croniche, ASST Gaetano Pini – CTO di Milano. «Oltre al beneficio sulle manifestazioni cliniche della patologia, da apremilast ci si aspetta un impatto positivo sulla qualità della vita del paziente e sulla gestione generale della patologia». 

«La rimborsabilità di apremilast segna una tappa importante per Celgene, nell’area dell’Infiammazione e Immunologia. La nostra azienda ribadisce il suo impegno: quello di essere alla continua ricerca di soluzioni innovative per le necessità non soddisfatte dei pazienti», ha dichiarato il direttore medico di Celgene Italia Gianni de Crescenzo. «L’approvazione di apremilast è un successo sia per i pazienti, che ora hanno accesso a questa nuova opzione terapeutica, sia per l’azienda in Italia».