Artrite reumatoide: quando il peso è giusto la terapia funziona meglio

Lo studio

Artrite reumatoide: quando il peso è giusto la terapia funziona meglio

I pazienti in sovrappeso o obesi hanno maggiori probabilità di aggravarsi
redazione

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I chili di troppo o un eccessivo dimagrimento nelle fasi iniziali della malattia possono compromettere la riuscita della terapia

Sono due tra le più importanti riviste scientifiche nel campo della reumatologia e dicono entrambe la stessa cosa: il peso può condizionare il decorso dell’artrite reumatoide. Arthritis Care & Research e Arthritis & Rheumatology hanno pubblicato recentemente due articoli che invitano i reumatologi a prestare attenzione all’indice di massa corporea dei loro pazienti. I due studi prendono in considerazione la fase iniziale della malattia e dimostrano che, a ridosso della diagnosi, tanto il sovrappeso quanto l’eccessivo dimagrimento possono compromettere la riuscita della terapia. 

Il primo studio, condotto dai ricercatori dell’Hospital for Special Surgery e della Weill Cornell Medical School, sostiene che le persone dal peso ideale hanno maggiori probabilità di remissione nei primi anni successivi alla diagnosi rispetto a quelle in sovrappeso. I ricercatori hanno analizzato i dati di un trial clinico condotto su pazienti nella fase iniziale della malattia sottoposti ai trattamenti suggeriti dalle linee guida.

Le persone con una diagnosi recente di artrite reumatoide sono anche quelle che dovrebbero avere i migliori risultati dalle terapie. Ma non tutte reagiscono allo stesso modo. C’è che migliora e chi no. Come mai? Gli autori dello studio su Arthritis Care & Research si sono chiesti se potesse dipendere dal peso. E così hanno recuperato i dati sull’indice di massa corporea del campione coinvolto nel trial clinico. Su 982 pazienti, il 32 per cento aveva un peso ideale, il 35 per cento era sovrappeso e il 33 per cento era obeso. Dopo tre anni di terapia, la stessa per tutti, il 36 per cento dei pazienti si era liberato quasi del tutto della malattia. Ma le probabilità di remissione erano maggiori per chi aveva un buon indice di massa corporeo. Al contrario, le persone in sovrappeso avevano il 25 per cento in meno di probabilità di remissione e quelle obese il 47 per cento in meno rispetto ai pazienti con addosso i chili giusti. 

È stato dimostrato così che l’ago della bilancia può dare indicazioni sul decorso della malattia: quando supera la soglia ideale diminuiscono le possibilità di miglioramenti significativi. 

«Questi risultati - concludono gli autori -  hanno importanti implicazioni nel campo clinico, visto che sovrappeso e obesità sono in continua crescita. E mettono in evidenza l’alta percentuale di pazienti con una nuova diagnosi di artrite reumatoide che sono in sovrappeso o obesi per i quali la malattia potrebbe essere più difficile da trattare».  I ricercatori ipotizzano cioè che il sovrappeso possa spiegare la mancata risposta alle terapie di alcuni pazienti con malattia nella fase iniziale. 

Il secondo studio pubblicato su Arthritis & Rheumatology tratta l’argomento da un’altra prospettiva, valutando l’impatto dei cambiamenti di peso sull’evoluzione della malattia. Quel che emerge è che dimagrire troppo nelle prime fasi della malattia aumenta il rischio di aggravarsi, mentre non vale lo stesso per l’aumento di peso a ridosso della diagnosi.