Il bambino ha mal d’orecchio? Lo smartphone dice se è necessario portarlo dal medico

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Il bambino ha mal d’orecchio? Lo smartphone dice se è necessario portarlo dal medico

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Il coordinatore della ricerca Randall Bly, professore d Otolarinolaringoiatria e Chirurgia della testa e del collo alla University of Washington School of Medicine usa la app sulla figlia. Foto Dennis Wise / University of Washington
di redazione

Non sono ancora capaci di descrivere dei sintomi. Allora, i bambini piccoli con il mal d’orecchio esprimono a gesti il loro malessere: si strofinano i lati della testa, piangono, si lamentano, facendo capire, insomma, che c’è qualcosa che non va nell’organo uditivo. Ma quanto è grave la loro condizione? È il caso di portarli dal dottore? A queste domande potrebbe presto rispondere una app in grado di rilevare la presenza di fluido nell’orecchio medio, indicativa di un’infezione che richiede l’intervento di uno specialista. 

Per la diagnosi “fai da te” basta avere a disposizione uno smartphone e un pezzo di carta: il telefonino emette una serie di cinguettii nell’orecchio attraverso un cono di carta e, a secondo del modo in cui il suono torna indietro, la app indica se si è verificato il versamento di fluido nell’orecchio medio dietro al timpano oppure no. È come quando si strofina la circonferenza dei bicchieri: il suono cambia a seconda della quantità di liquido contenuta al loro interno.

Per mettere a punto un algoritmo in grado di associare i cambiamenti delle onde sonore di ritorno alla presenza di fluido nell’orecchio, i ricercatori dell’Università di Washington hanno messo a confronto i suoni di rimbalzo registrati nelle orecchie di 98 bambini tra i 18 mesi e i 17 anni di età prima e dopo un intervento di aspirazione del liquido accumulato dietro al timpano. 

Le differenze nelle onde sonore hanno permesso all’algoritmo di “imparare” a distinguere, con un’affidabilità pari a quella degli strumenti tradizionalmente utilizzati dai medici, le orecchie con o senza versamento. La diagnosi pronunciata dalla app ha infatti una probabilità di successo dell’85 per cento e può aiutare i genitori a decidere se rivolgersi o meno al pediatra. 

I due inventori della app: a sinistra Sharat Raju, interno al dipartimento di Otorinolaringoiatria della University of Washington School of Medicine, a destra Justin Chan, dottorando alla Paul G. Allen School of Computer Science & Engineering.

I ricercatori, intenzionati a commercializzare al più presto la loro invenzione, si sono voluti accertare che la nuova tecnologia fosse facile da usare e hanno messo alla prova le capacità di mamma e papà su 25 orecchie. Non si è verificato nessun errore: la presenza del versamento interno è stata rilevata nelle 6 orecchie effettivamente affette dal problema e non nelle altre. Lo stesso risultato è stato ottenuto dai medici che hanno usato la app per la diagnosi. 

La app, da utilizzare con un semplice cono di carta

«La formazione di fluido dietro il timpano è talmente comune nei bambini che si sente il bisogno di uno strumento per uno screening diretto, accessibile e accurato da poter essere usato a casa o in un ambiente medico. Se i genitori potessero avere a disposizione una tecnologia che gli dicesse “molto probabilmente il tuo bambino non ha liquido nell’orecchio”, oppure “probabilmente il tuo bambino ha un versamento, dovresti prendere appuntamento dal medico”, sarebbe un traguardo importante», ha dichiarato Sharat Raju, principale autore dello studio. 

La nuova app per valutare la gravità delle otiti dei bambini, descritta su Science Translational Medicine, è uno dei tanti strumenti che le nuove tecnologie negli ultimi anni hanno messo a disposizione dei singoli individui per controllare la propria salute in prima persona. Dai fitness tracker all’Apple watch con elettrocardiogramma incorporato, l’obiettivo è sempre lo stesso: permettere a chiunque, ovunque e in qualunque momento di ottenere diagnosi affidabili in totale autogestione.  Per poi rivolgersi al medico con un bagaglio di informazioni utili a individuare il trattamento più opportuno.