Bpco. Arriva il farmaco 3 in 1: terapia più efficace e più facile da assumere

Bpco. Arriva il farmaco 3 in 1: terapia più efficace e più facile da assumere

redazione

Con il riconoscimento della rimborsabilità da parte dell’Agenzia del farmaco è disponibile anche in Italia un nuovo farmaco per la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco). 

Il prodotto (il cui nome commerciale è Trimbow) mette insieme in un unico spray tre principi attivi: uno steroide inalatorio (beclometasone dipropionato) e due broncodilatatori con diversi meccanismi d’azione (formoterolo e glicopirronio). 

Lo steroide interviene sul processo infiammatorio che aumenta il rischio di infezioni e di riacutizzazioni, responsabili della progressione della malattia e del peggioramento della qualità di vita, mentre i broncodilatatori agiscono sull’ostruzione delle piccole vie aeree, a cui è legata la dispnea, ovvero la fatica a respirare, uno dei sintomi principali della Bpco.

«Per i pazienti con Bpco che presentano sintomi importanti (per esempio mancanza di respiro, tosse cronica, eccessiva produzione di catarro) e a rischio di riacutizzazioni, si tratta della migliore tra le opzioni terapeutiche possibili con l’utilizzo di un solo inalatore in quanto ha dimostrato di essere più efficace rispetto alle classi farmacologiche, con cui si è confrontata in studi clinici, nel ridurre la frequenza e l’intensità delle riacutizzazioni e di migliorare i sintomi, la funzionalità polmonare e la qualità di vita in una percentuale più alta di pazienti», ha commentato Alberto Papi, direttore della Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’Università di Ferrara. «Oltre al vantaggio di avere un unico device di somministrazione, altra peculiarità di questa tripla associazione fissa è la sua formulazione extrafine: i tre principi attivi sono erogati in particelle di piccole dimensioni, rispetto a quelle delle altre associazioni indicate per la Bpco. Ciò garantisce una distribuzione omogenea e una elevata deposizione in tutto l'albero bronchiale, comprese le piccole vie aeree, solitamente più difficili da raggiungere, e consente ai tre principi attivi di lavorare in sinergia a livello delle vie aeree, a tutto beneficio per il paziente», conclude Papi. 

Il farmaco, sviluppato dall’italiana Chiesi, è stato approvato dall’Agenzia europea dei medicinali (Ema) nell’estate del 2017 sulla base di un programma di studi che ha dimostrato che la tripla associazione è in grado di migliorare la funzionalità polmonare rispetto alla terapia combinata a dose fissa con uno steroide e un broncodilatatore (studio Trilogy) e di ridurre il numero di riacutizzazioni sia rispetto al trattamento con un solo broncodilatatore (studio Trinity) sia rispetto alla terapia combinata a dose fissa con steroide e broncodilatatore (Studio Trilogy). 

È indicato soprattutto per i pazienti con forme più severe di Bpco per cui le attuali opzioni terapeutiche non sono adeguate ed «è disponibile dal 1 ottobre con piano terapeutico dello specialista», chiarisce il direttore medico di Chiesi Marco Zibellini.

Oltre all’efficacia dimostrata nei trial clinici, secondo l’azienda può favorire un aspetto essenziale della cura: l’aderenza alla terapia, che in una patologia cronica e progressiva come la Bpco può fare la differenza tra un controllo ottimale della malattia e il suo peggioramento.

«Nella Bpco l’aderenza è ancora subottimale, intorno al 30%, anche a causa dell’utilizzo di più device per la terapia, oltre che di una tecnica inalatoria spesso errata», spiega Antonio Spanevello, professore di Malattie dell’Apparato Respiratorio, Università dell’Insubria – Istituti Maugeri. «La disponibilità di un’opzione terapeutica che consente di utilizzare un inalatore unico con un’unica posologia rappresenta una semplificazione sostanziale per il malato, con ricadute molto positive sull’aderenza e sul successo della terapia», conclude Spanavello. 

«Siamo molto orgogliosi di poter offrire ai tanti pazienti italiani che soffrono di Bpco un’opzione terapeutica che rappresenta una pietra miliare nel trattamento di una delle patologie croniche a più alto impatto epidemiologico, sociale ed economico», conclude Raffaello Innocenti, Direttore Generale di Chiesi Italia.