Bpco. Dopo un ricovero è fondamentale la riabilitazione polmonare

Lo studio

Bpco. Dopo un ricovero è fondamentale la riabilitazione polmonare

Uno studio su Jama condotto su più di 190mila pazienti dimostra l’efficacia delle terapie della riabilitazione polmonare nel periodo successo alle dimissioni ospedaliere. Il percorso terapeutico deve cominciare entro tre mesi dall’episodio acuto

di redazione

Il percorso terapeutico è più efficace se prevede una fase 2. I pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) dimessi dagli ospedali che iniziano una riabilitazione polmonare entro tre mesi dal rientro a casa allontanano significativamente il rischio di morte nel corso dell’anno successivo. Lo dimostra uno studio dell’University of Massachusetts Medical School di Springfield che ha coinvolto più di 197mila pazienti che necessitavano di assistenza ospedaliera per alleviare i sintomi acuti della malattia respiratoria. 

I ricercatori hanno osservato che nella piccola percentuale di pazienti (solo il 2%) che aveva cominciato la terapia per la riabilitazione polmonare entro 90 giorni dalle dimissioni, partecipando in media a 9 sedute, il tasso di mortalità nell’anno successivo era del 7,3 per cento. Un valore molto più basso rispetto a quello del gruppo che aveva iniziato la fisioterapia respiratoria dopo i tre mesi dalle dimissioni che era pari al 19,6 per cento. 

I risultati dello studio pubblicati su Jama confermano le indicazioni contenute nelle linee guida dell’ American Thoracic Society/European Respiratory Society e di altre società scientifiche che raccomandano di cominciare la terapia di riabilitazione polmonare il prima possibile nei pazienti con episodi acuti di Bpco. L’ideale, secondo gli esperti, sarebbe far partire il trattamento fisioterapico specialistico per i disturbi respiratori entro tre settimane dall’insorgere dei sintomi. 

Purtroppo però, fanno notare gli autori dello studio, sono ancora troppo poche le strutture sanitarie che offrono questo servizio ai pazienti dimessi. «La ventilazione non invasiva e l'ossigenoterapia a lungo termine sono gli unici trattamenti che hanno dimostrato di poter migliorare la sopravvivenza per i pazienti che hanno avuto necessità del ricovero per Bpco», hanno commentato gli autori dello studio. 

I pazienti coinvolti nello studio erano stati ricoverati per Bpco in diversi ospedali degli Stati Uniti nel 2014. L’età media dei partecipanti era di 76,9. Solamente 2.700 pazienti (pari a 1,5%) avevano iniziato il percorso riabilitativo incentrato sulla capacità respiratoria entro 90 giorni dalle dimissioni. Nell’analisi i ricercatori hanno valutato il peso dei fattori confondenti tra cui età, comorbidità, precedente uso di ossigeno a casa e punteggio di fragilità, per poi giungere alla conclusione che una seduta a settimana per almeno tre-quattro volte entro i primi 90 giorni successivi alla dimissione dall'ospedale riduceva significativamente la mortalità. 

Gli autori dello studio sostengono che i loro risultati dimostrano la necessità di ampliare l’offerta dei servizi di riabilitazione polmonare nel trattamento dei pazienti con Bpco.

«Il nostri studio dovrebbe spingere i sistemi sanitari a offrire questo servizio e i pazienti a chiederlo», hanno dichiarato gli scienziati.