Cancro della mammella triplo negativo: la Commissione europea approva sacituzumab govitecan in seconda linea

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Cancro della mammella triplo negativo: la Commissione europea approva sacituzumab govitecan in seconda linea

di redazione

La Commissione europea  ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio di sacituzumab govitecan, un farmaco per il trattamento del cancro della mammella triplo negativo (TNBC, triple-negative breast cancer) non operabile o metastatico, una delle forme più aggressive di tumore al seno. 

Sacituzumab govitecan, il capostipite della classe dei farmaci anticorpo-coniugati, è indicato in seconda linea per le pazienti che hanno ricevuto due o più precedenti terapie sistemiche, di cui almeno una per malattia in stadio avanzato.

Il cancro della mammella triplo negativo rappresenta circa il 15 per cento di tutti i tumori al seno ed è diagnosticato più frequentemente nelle donne più giovani e in premenopausa. Il tasso di sopravvivenza a cinque anni per questo sottotipo di cancro al seno è del 12 per cento, rispetto al 28 per cento per altri tipi di cancro della mammella. 

«Sacituzumab govitecan è un farmaco di nuova concezione che, tramite un anticorpo che riconosce una proteina espressa specificamente dal tumore, porta con sé un potente chemioterapico in grado di eliminare le cellule tumorali, riducendo l’esposizione dei tessuti sani. I risultati di efficacia di questo farmaco confrontato con le diverse chemioterapie oggi disponibili sono straordinari, avendo dimostrato un sostanziale raddoppio delle probabilità di sopravvivenza di queste pazienti e un tasso di risposte sette volte superiore. L’augurio è che questa importantissima opzione terapeutica, che ha appena ricevuto approvazione da EMA, venga resa effettivamente fruibile nei tempi più brevi possibili anche dalle pazienti italiane», dichiara Giampaolo Bianchini, responsabile del Gruppo Mammella dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

La decisione della Commissione europea si basa sui risultati dello studio di fase III ASCENT, in cui sacituzumab govitecan ha ridotto il rischio di morte del 49 per cento e ha prolungato la sopravvivenza globale mediana a 11,8 mesi, rispetto ai 6,9 mesi con la chemioterapia scelta dal medico. Questi dati hanno anche dimostrato una riduzione statisticamente e clinicamente significativa del 57 per cento del rischio di morte o di esacerbazione della malattia e un prolungamento della sopravvivenza libera da progressione mediana a 4,8 mesi, dai 1,7 mesi osservati con la sola chemioterapia scelta dal medico tra tutte le pazienti randomizzate, che includevano quelle con e senza metastasi cerebrali. 

Sacituzumab govitecan, prodotto da Gilead Sciences, è stato recentemente incluso nelle linee guida Esmo per la pratica clinica aggiornate come opzione di trattamento preferita per il cancro alla mammella triplo negativo metastatico dopo i taxani.