Cancro al polmone HER2-mutato: un’opzione da anticorpi farmaco-coniugati

Esmo

Cancro al polmone HER2-mutato: un’opzione da anticorpi farmaco-coniugati

di redazione

Una nuova opzione terapeutica per i pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule metastatico con mutazioni HER2 in cui i trattamenti disponibili si siano rivelati inefficaci. 

Dal congresso della European Society of Medical Oncology arrivano i dati dello studio DESTINY-Lung01 che mostrano benefici dal trattamento con trastuzumab deruxtecan, anticorpo monoclonale farmaco-coniugato che nei giorni scorsi ha dato prova di efficacia in diversi altri tumori, come quello della mammella.

Lo studio, che è stato pubblicato contemporaneamente sul New England Journal of Medicine, ha coinvolto 91 pazienti seguiti in media per poco più di un anno (13,1 mesi) ed è parte di una sperimentazione più ampia che ha coinvolto in totale 170 pazienti, tutti affetti da tumore al polmone non a piccole cellule di tipo non squamoso, non operabile o metastatico. Tutti, inoltre, avevano avuto una recidiva o non rispondevano al trattamento o comunque non avevano altre opzioni terapeutiche disponibili. Ed erano infine caratterizzati da alterazioni a carico del gene HER2: mutazioni o eccessiva espressione del gene. 

I dati pubblicati oggi si riferiscono al gruppo con mutazioni di HER2. 

Dalla sperimentazione è emerso che i pazienti trattati con trastuzumab deruxtecan mostravano un un tasso di risposta obiettiva confermata del 54,9%. Su un totale di 91 pazienti, sono state osservate una (1,1%) risposta completa e 49 risposte parziali. È stato confermato un tasso di controllo della malattia del 92,3% e nella maggior parte dei pazienti è stata osservata una riduzione delle dimensioni del tumore.

Dopo un follow-up mediano di 13,1 mesi, la durata della risposta al trattamento è stata di 9,3 mesi. La sopravvivenza libera da progressione è stata di 8,2 mesi e la sopravvivenza globale di 17,8 mesi.

«Nonostante più di 20 anni di ricerca sulle mutazioni HER2 nel carcinoma polmonare non a piccole cellule, attualmente non esistono per questa malattia terapie mirate anti-HER approvate. I pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazione HER2 sono associati a età più giovane, sesso femminile, nessuna storia di fumo e una prognosi sfavorevole con una maggiore incidenza di metastasi al cervello, e rappresentano un bisogno di cura non soddisfatto», ha detto Bob Li oncologo e principale investigatore al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York. «I risultati impressionanti di DESTINY-Lung01 hanno mostrato che la maggior parte dei pazienti ottiene con il trattamento trastuzumab deruxtecan una riduzione delle dimensioni del tumore, suggerendo che questo farmaco ha il potenziale per diventare il nuovo standard di cura per questi pazienti».

«È potenzialmente una grande notizia per i pazienti», ha aggiunto Ken Takeshita, capo globale del settore Ricerca&Sviluppo di Daiichi Sankyo. «Questa è, e noi stiamo proseguendo la ricerca scientifica, con l'obiettivo di portare trastuzumab deruxtecan  alle persone affette da questa specifica forma di cancro al polmone».

«Il cancro al polmone è una diagnosi devastante, e per i pazienti affetti da carcinoma polmonare con mutazione HER2, la possibilità di un trattamento mirato per la loro specifica malattia non è stata finora un’opzione», ha commentato Susan Galbraith, vicepresidente esecutivo, R&S Oncologia, di AstraZeneca. «Questi dati rafforzano la possibilità che trastuzumab deruxtecan diventi la prima terapia anti-HER2 per questi pazienti».

Non solo HER2

Un altro studio, presentato al congresso ESMO ha mostrato benefici anche dall’anticorpo monoclonale farmaco-coniugato anti-TROP2 datopotamab deruxtecan nei pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato con alterazioni genomiche sensibili alla terapia mirata.

Lo studio - un trial clinico di fase I - ha coinvolto 34 pazienti con alti livelli di espressione del gene TROP2. Il trattamento con datopotamab deruxtecan ha ottenuto un tasso di risposta obiettiva confermato del 35%. Sono state osservate dodici risposte parziali e 14 casi di malattia stabile. Con un follow-up di 13,4 mesi, la durata della risposta è stata di 9,5 mesi.

«Questi dati forniscono l’evidenza preliminare che datopotamab deruxtecan produce risposte tumorali in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato con alterazioni genomiche sensibili a terapia mirata e precedentemente trattato», ha dichiarato Gilles Gallant, capo globale dello Sviluppo Oncologico, R&S di Daiichi Sankyo. 

«Il TROP2 è associato a una prognosi sfavorevole e a una breve sopravvivenza globale mediana nei pazienti con carcinoma polmonare avanzato non a piccole cellule, una delle forme più comuni di cancro», ha aggiunto Cristian Massacesi, chief medical officer e oncology chief development officer di AstraZeneca. «Siamo lieti di condividere questi risultati aggiornati del nostro programma di sviluppo clinico TROPION, che si aggiungono all'evidenza del ruolo potenziale del datopotamab deruxtecan nei pazienti affetti da tumore polmonare non a piccole cellule con alterazioni genomiche sensibili alla terapia mirata»